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Vellutata di zucca con pancetta e salvia

Vellutata di zucca con pancetta e salvia

By lucia, 18 dicembre 2014

Vellutata di zucca con pancetta e salvia

Tra le molte varianti di vellutata alle verdure, questa con la zucca è quella che preferisco, è abbinata alle patate e aromatizzata con lo zenzero, la sua deliziosa cremosità è data dall'uso della panna fresca, il tocco finale della pancetta e delle foglioline di salvia soffritte la rende speciale. La ricetta è di Debra.

Ingredienti

Preparazione

Scaldare il burro in una casseruola e soffriggere la cipolla e l'aglio. Aggiungere le patate e la zucca tagliate a pezzi, cuocere per qualche minuto, mescolando.  Versare il brodo vegetale e cuocere per 25 minuti fino a quando le verdure sono tenere. Con un frullatore ad immersione ridurre in purea, quindi aggiungere la panna e mescolare. Unire lo zenzero, il succo di limone, sale e noce moscata.  Friggere la pancetta in un pentolino fino a che diventa croccante, friggere anche le foglie di salvia. Scolare su carta assorbente. Aggiungere la pancetta e la salvia nella vellutata, condire con pepe e olio d'oliva.

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Mafè – Senegal

Stufato di carne e verdure con riso bollito

Youssou N’Dour – 7 Seconds ft. Neneh Cherry

                                        

Ed eccoci arrivati in Senegal, nell’Africa Occidentale, attraverso il nostro viaggio virtuale alla scoperta della cucina dei sei continenti del mondo. Dopo Samoa, India e Australia, l’ambasciatrice e nostra compagna di viaggio è Lynne del blog Cafe Lynnylu . Che ne dite di sperimentare la cucina senegalese e arricchire il nostro Abbecedario Culinario Mondiale?

La cucina senegalese è considerata da molti come la più interessante dell’Africa occidentale. L’aroma delle arachidi tostate, delle quali il paese africano è uno dei primi produttori al mondo, profuma l’aria di paesi e villaggi. Nei molti ristoranti di Dakar si possono gustare le specialità locali, il riso, accompagnato da carne di bue o pollo nelle zone interne del paese, o dal pesce nelle zone costiere, costituisce il piatto tipico per eccellenza.

Il tiep (riso) nella versione a base di pesce diventa tiebou-dienne (tiou au poulet) se si sposa con il pollo. Il consumo di carne riguarda principalmente il pollame, cucinato alla griglia nella regione della Casamance, a nord di Dakar, dopo una lunga marinatura (yassa) ) a base di cipolle, limone e aromi. Mentre è vietato l’uso alimentare della carne suina per ragioni religiose.
Con il miglioramento delle condizioni di vita è andato aumentando anche il consumo di carne di bue, cucinato in un sugo a base di arachidi con il nome di maffé. La cucina moderna senegalese si è poi arricchita di svariati antipasti, a fianco dei tradizionali accras, una specie di frittelle consumate in grandi quantità in occasione di feste o raduni familiari, troviamo entrées di frutti tropicali e gamberetti, coloratissime insalate aromatizzate alla vinaigrette.
Trattandosi di un paese in prevalenza islamico il consumo di alcolici è limitato. Nella Casamance si beve vino di palma, nei villaggi di etnia Toucouleur si preferisce il toufam, un mix di yogurt e acqua zuccherata, ovunque si beve tè alla menta preparato secondo l’uso tradizionale. Ma per rinfrescarsi nelle lunghe giornate caldo umide si consuma un bicchiere di bissap o di eau de gingembre. [fonte]

Mafè – Senegal

By lucia, 12 dicembre 2014

Mafè – Senegal

Alla scoperta della cucina senegalese, uno stufato di carne e verdure servito con riso bollito, è una delle molte varianti dello Stufato di arachidi  africano. Il Mafè (o Mafe , Maffé , Maffe  o Maafe ) è un piatto tradizionale del popolo Wolof del Senegal e Gambia, è tipicamente fatto con agnello ma si può preparare anche con pollo o manzo, con pesce (fresco o essiccato) o nella versione vegetariana. La ricetta di base Mafè prevede carne, cipolla, concentrato di pomodoro, arachidi (o burro di arachidi), un vegetale o due (carote, patate, melanzane, cavolo rapa, zucca).

Ingredienti

Preparazione

*Si può preparare il burro di arachidi in casa con 200 gr di arachidi da tostare (o già tostate)

Se si prepara il burro di arachidi fatto in casa: arrostire le arachidi su una teglia in forno caldo o in una grande padella sul fuoco, mescolando spesso, quindi rimuovere le pelli. Schiacciare le arachidi con mortaio e pestello.

Scaldare l'olio in una grande pentola e rosolare la carne e le cipolle a fuoco alto. Abbassare poi la fiamma e lasciare cuocere per qualche minuto.

Sciogliere il burro di arachidi in poca acqua o brodo sufficiente ad ottenere una salsa cremosa. Aggiungere tutti gli ingredienti alla carne. Cuocere finché tutti gli ingredienti sono teneri (circa 40-60 minuti). Aggiungere acqua se diventa completamente asciutto.

Rimuovere i rametti di timo e le foglie di alloro. Servire su riso Jasmine o Basmati bollito.

Note - per preparare questo stufato usano il dado, L'Arome Maggi (inventato da Julius Maggi , 1846-1912) è molto  popolare in Africa

[fonti: http://www.congocookbook.com/meat_recipes/mafe.html   
http://kokoscorner.typepad.com/mycorner/2009/09/maf%C3%A9-.html]

Dal progetto di Aiù del blog Trattoria Muvara 

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Melting moments – Australia

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Melting moments – Australia

By lucia, 7 dicembre 2014

Melting moments – Australia

Chiudo la tappa in Australia dell'Abbecedario Culinario Mondiale ospitata da Haalo, con questi biscotti. Un classico "aussie" per il tè pomeridiano, biscotti che si sciolgono in bocca, oserei dire gastronomicamente peccaminosi perché burrosissimi, e pensate che la ricetta originale prevede anche di racchiudere una farcitura di crema al burro tra due biscotti. Io non li ho farciti, ma vi assicuro che sono buonissimi anche così. Esistono molte varianti di questi popolari biscotti ma ciò che rimane costante in ognuno è la stessa delicata e friabile consistenza che il loro nome lascia prevedere.

Ingredienti

Preparazione

Preriscaldare il forno a 160°C, foderare una teglia con carta sa forno. Mescolare il burro e lo zucchero a velo con una frusta elettrica fino a che diventa cremoso, unire la vaniglia. Aggiungere la farina e l’amido di mais e mescolare bene, il composto dovrà diventare abbastanza soffice. Dividere la pasta in 24 palline uniformi, immergere una forchetta in acqua fredda e premere delicatamente su ogni biscotto, appiattendoli leggermente. Disporre i biscotti ben distanziati sulla teglia..  Cuocere in forno per 12-14 minuti fino alla doratura . Raffreddare sulla teglia. Spolverare con zucchero a velo.

Se si vuole aggiungere il ripieno, preparare una crema con 45 g di burro a temperatura ambiente, 60 g di zucchero a velo, setacciato, 1 cucchiaino di scorza di limone finemente grattugiata, 1 cucchiaino di succo di limone. Formare dei piccoli sandwich ripieni di crema.

Ingredients
125g unsalted butter, room temperature
1 teaspoon vanilla extract
40g icing sugar, sifted
115g plain flour (all-purpose), sifted
40g corn flour (cornstarch), sifted
For butter cream filling (optional for sandwiched biscuits )
45g butter, room temperature
60g icing sugar, sifted
1 teaspoon finely grated lemon rind
1 teaspoon lemon juice

Preheat the oven to 180°, line a baking sheet with baking parchment. Cream the butter and icing sugar with an electric whisk until smooth and pale. Add vanilla. Add the plain flour and cornstarch and mix well, the mixture will become quite soft. Divide into 24 even-sized balls and space well apart on the baking sheet. Flatten each biscuit a little with your fingertips. Dip a fork into flour (or cold water) and press it gently into each biscuits. Bake for 12-14 minutes until pale golden. Cool on the baking  sheet. Sprinkle with icing sugar.

For sandwiched biscuits: Pipe buttercream in a circle onto the base of the other half of the biscuits. Gently press one of each biscuit together to form a melting moment.

E' un progetto di Aiù della Trattoria Muvara

 

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Salame di cioccolato

Il salame di cioccolato è un dolcetto tradizionale e molto semplice della mia zona e il suo nome, come si può immaginare, ha origine dal suo aspetto e dalla sua somiglianza ai nostri salumi marchigiani, in particolare il salame lardellato fabrianese, prodotto d’eccellenza marchigiano. Per accentuare questa somiglianza viene spolverato di zucchero a velo che simula la leggera muffa biancastra presente sulla superficie dei salami caserecci e legato con uno spago.

La ricetta la trovate anche nella rivista Cioccolata & C. in questi giorni in edicola.

Damper – Australia

Pane australiano

Nell’Australia coloniale, gli allevatori svilupparono la tecnica di fare il pane Damper per necessità. Spesso erano lontano da casa per settimane, con solo un fuoco da campo per cucinare e solo farina a disposizione, cosicché elaborarono questo pane semplice, senza lievito. In origine veniva fatto con farina e acqua e un buon pizzico di sale, impastato, di forma rotonda e cotto nella cenere del falò o del camino. Veniva mangiato con pezzi di carne essiccata e fritta, a volte spalmato con il Golden Syrup, ma sempre con una tazza di  tè Billy o un sorso di rum. Oggi viene fatto con il latte e la farina auto-lievitante o con lievito in polvere, si può aggiungere frutta, formaggio, o verdure per arricchire l’impasto.

Il modo tradizionale Aussie di cuocere il pane Damper è quello di utilizzare un contenitore con il coperchio, molto pesante interamente in metallo, adatto al fuoco. Si scava un piccolo foro sul bordo del fuoco e si mettono le braci nel fondo riempiendo con una pala. Il pane viene inserito nella pentola di metallo avendo prima spennellato leggermente l’interno con dell’olio. Si mette il coperchio e con la pala si copre il forno da campo con altra brace. [fonte]

Damper – Australia

By lucia, 30 novembre 2014

Damper – Australia

Ancora una ricetta "aussie" per la raccolta dell'Abbecedario Culinario Mondiale ospitato dall'amica australiana Haalo del blog Cook almost anything. Chiamato anche "australian bush bread" perché veniva preparato già dagli aborigeni australiani, il Damper è un pane davvero tipico e iconico nel panorama gastronomico australiano che ricorda i primi allevatori di bestiame, i quali restavano lontani da casa per lunghi mesi, in zone sperdute del paese, portandosi appresso solo razioni di farina, zucchero e tè. Veniva cotto nei carboni ardenti del fuoco da campo.

Ingredienti

Preparazione

Setacciare la farina e il sale in una ciotola, mescolare il burro con le mani  per ottenere un composto di briciole fini. Fare un buco al centro, aggiungere il latte unito all’acqua, mescolare leggermente con un coltello fino a quando la pasta si stacca dai lati della ciotola. impastare delicatamente su una superficie leggermente infarinata e poi dargli la forma  tonda, mettere su una teglia da forno unta. Con un coltello affilato, fare due tagli a croce sulla pasta (circa 1 cm di profondità).  Spennellare la parte superiore con il latte e spolverare un po' di farina sopra la pasta. Cuocere in forno caldo per 10 minuti, o quando il pane è dorato, poi ridurre il calore a temperatura moderata e cuocere altri 20 minuti. Mangiare il giorno stesso.

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Curd di susine

Plum curd

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Curd di susine

By lucia, 25 novembre 2014

Curd di susine

Questa non è esattamente la stagione delle susine, ma ne avevo conservato una scorta nel freezer (passandole nello zucchero dopo averle tagliate e snocciolate) e così ho pensato di farne una curd. Letteralmente significa "cagliata" e la più famosa è la Lemon curd, una crema di origine anglosassone che viene solitamente accompagnata a scones o fette di pane tostato o come ripieno di torte e piccola pasticceria. Nulla vieta però di utilizzare altri frutti di stagione per preparare questa gustosa crema, mele, pesche, albicocche o arance. Io la gusto a colazione con bottoncini di frolla al kamut o con i biscottini ovis mollis.

Ingredienti

Preparazione

Mettere le susine snocciolate e tagliate in una casseruola e cuocere a fiamma bassa  fino a quando si ammorbidiscono.  Lasciare raffreddare un poco,  poi frullare tutto con un frullatore a immersione. In una ciotola a bagnomaria far fondere lo zucchero e il burro, mescolando spesso. A questo punto unire le uova e il tuorlo mescolando continuamente con una frusta. Aggiungere le prugne e continuare a cuocere, sempre mescolando  fino a quando il composto si addensa (la consistenza è simile a quella della marmellata), circa una decina di minuti.

Quando è completamente fredda, versarla in vasetti sterilizzati, coprire e conservare in frigorifero per un paio di settimane.
[fonte]

Ingredients

  • 400 g washed fresh plums
  • 125 g caster sugar
  • 125 g unsalted butter
  • 2 eggs
  • 1 egg yolk

Put the plums, pitted and cut into a saucepan and cook them gently until they soften and the skins begin to shred. Then allow them to cool a little, then mix everything with a blender. Place the sugar and butter over a pan of simmering water. Stir frequently until the butter is melted and sugar dissolved. Add the eggs and yolk and  whisk together into the mixture. Pour the plums and continue to cook, beating away, until the mixture thickens, about ten minutes.

Remove from heat.  When it is completely cool, pour it into sterilized  jars, cover and refrigerate.  A home-made curd keeps for a couple of weeks in the fridge.

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Australian Meat Pie – Australia

Siamo approdati in Australia, la terza tappa dell’Abbecedario Culinario Mondiale, dopo Samoa e India. Ci aspetta Haalo del blog Cook almost anything per raccogliere le nostre ricette, accompagnandoci ad esplorare l’Australia, suo paese d’origine. Haalo ci racconta che descrivere il cibo australiano significa sempre risalire alla popolazione indigena. Prima della colonizzazione nel 18° secolo, gli aborigeni sopravvivevano cacciando animali – canguri, emu, lucertole, serpenti – e raccogliendo bacche e radici, miele, i frutti di mare, catturati con lance o ganci, sono stati un punto fermo della dieta aborigena. I coloni inglesi arrivati con il capitano James Cook nel 1770, non si sono tanto facilmente adattati al cibo aborigeno e hanno iniziato a coltivare cibi per fornire una dieta più simile a quella europea, in particolare il grano con la cui farina preparavano il Damper, un pane semplice fatto di acqua e farina. Sono stati introdotti bovini e ovini in tutto il continente e selvaggina come conigli e cervi. Il coniglio è diventato un alimento importante durante la Grande Depressione del 1930, dato che era l’unica carne a prezzi accessibili per le famiglie più povere. Negli ultimi vent’anni il coniglio ha perso la sua reputazione come cibo povero guadagnando popolarità e divenendo scelta gastronomica nei ristoranti australiani.

La cucina moderna ha poi subito l’influenza dei molti popoli stabilitisi nel paese dopo la guerra. Cinesi, tailandesi, giapponesi, libanesi, francesi, africani e greci hanno apportato un forte influsso sui sapori australiani e oggi Chef australiani sono rinomati in tutto il mondo per la loro cucina fusion, che unisce cucina tradizionale europea con sapori asiatici. [fonte]

(foto dal web)
 

Australian Meat Pie – Australia

By lucia, 20 novembre 2014

Australian Meat Pie – Australia

Dalla meravigliosa Australia, gustosissimi tortini di pasta sfoglia ripieni di carne, accompagnati tradizionalmente da salsa ketchup. Ha sicuramente un'influenza inglese ma quello che distingue la Meat Pie australiana è la sua dimensione di snack e il suo carattere di cibo da strada. Oggi questi tortini di carne sono strettamente associati ad eventi sportiviin particolare i giochi di Aussie Rules Football, ma è possibile vedere molte persone mangiarne per il pranzo o per uno spuntino pomeridiano. Questo piatto è ormai talmente famoso da essere considerato un cibo iconico tradizionale Aussie. L'amore degli australiani per questo snack continua da sempre e non sorprende che nel 1927, gli ospiti che parteciparono all'apertura dell' Old Parliament House a Canberra, cenarono con pasticci di carne gratuiti. Tale passione per la torta di carne è stata mostrata anche nel 1987, sul francobollo da 90cent, della serie "Aussie kids" raffigurante due giovani ragazzi che mangiano pasticci di carne. 
[Fonte - fonte ricetta]

Ingredienti

Preparazione

Preriscaldare il forno a 175 °.

Soffriggere la cipolla, tritata finemente, in una padella con dell’olio sufficiente a rivestire il fondo. Aggiungere la carne e cuocere fino a quando la carne non è più rosa, circa 10 minuti. Scolare il liquido in eccesso. Aggiungere il brodo, la salsa ketchup, la salsa Worcester, l’origano, la noce moscata, il sale e il pepe. Portare a ebollizione e cuocere per 5 minuti. In una piccola ciotola, sbattere insieme la farina e 1 cucchiaio di acqua, quindi versare la miscela di farina nella carne. Continuare la cottura per 25 minuti, fino a quando il composto si addensa. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare completamente.

Infarinare leggermente una superficie e stendere la pasta sfoglia (quella già pronta va assottigliata ancora un poco) e tagliare dei cerchi dalla pasta. Tenere da parte i ritagli di pasta sfoglia per eventuali altri dischetti. Oliare uno stampo da muffin e premere delicatamente ogni cerchio di pasta nelle coppette, cuocere in forno per 10-15 minuti (mettendo un pezzo di carta forno sopra il guscio di pasta e aggiungendo dei legumi secchi per creare peso sulla stessa). Raffreddare completamente i gusci.

Aumentare la temperatura del forno a 220 °. Riempire i gusci con il composto di carne. In una piccola ciotola, sbattere insieme l'uovo con 1 cucchiaino di acqua fredda e spennellare il liquido sui bordi superiori dei gusci di pasta.  Posizionare un cerchio di pasta cruda sulla parte superiore di ogni tortino e premere delicatamente per sigillare. Praticare un paio di prese d'aria nella parte superiore. Spennellare la parte superiore con l’uovo sbattuto. Cuocere fino a quando la parte superiore è dorata, circa 15 minuti. Servire caldo con salsa ketchup.

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Brownies al cocco e banana

La storia dei brownies inizia dal cioccolato, in alcuni documenti risalenti al 1670 che testimoniano la presenza del cioccolato nelle colonie americane britanniche, si scoprono reazioni contrastanti riguardo a questa delizia, ritenuto tanto buono e piacevole da essere considerato peccaminoso da alcuni conservatori. Questo non impedì tuttavia che il consumo di cioccolato venisse gradualmente accettato dalle famiglie più ricche che potevano permetterselo. La popolarità del cioccolato si diffuse rapidamente in tutta le colonie americane e quantità crescenti venivano importate dall’estero ogni anno. Nel 1765 viene fondata la prima fabbrica di cioccolato - Walter Baker & Company -  lungo il fiume Neponset nella regione del Basso Mills di Dorchester e Milton, Massachusetts. Qui si soddisfa la domanda sempre crescente trasformando il cacao importato dalle piantagioni dell’Africa, dell’America Latina e dai Caraibi.

Il cioccolatiere Walter M. Lowney di Boston debuttò con le prime barrette di cioccolato americane, cotte al forno, alla Columbian Exposition tenutasi a Chicago, Illinois, nel 1893. Qui la Walter Baker & Company fece dimostrazione della sua  produzione di cioccolato con le loro attrezzature e campioni gratuiti offerti ai visitatori. Inoltre, nel tentativo di incoraggiare l’uso del loro cioccolato in cucina, fornirono anche copie gratuite di un opuscolo (di Maria Parloa, o conosciuta come “Miss Parloa”) di ricette con suggerimenti su come utilizzare il cioccolato e il cacao in cucine domestiche.

Le scuole di cucina nate in seguito e la popolarità dei libri e riviste di cucina hanno contribuito molto probabilmente alla diffusione dei brownies in tutti gli Stati Uniti. Alla questione di chi ha pubblicato la prima ricetta del brownie è difficile rispondere. Il primo documento disponibile con la prima ricetta dei brownies a base di cioccolato si pensa provenire da una pubblicazione di ricette offerte dai soci del Service Club di Chicago (Cook Book, 1904). La ricetta, denominata “Bangor Brownies”, probabilmente riferita a una storia raccontata, secondo cui i biscotti al cioccolato avevano origine a Bangor, nel Maine, si presentava così: 1/2 cup di burro, 1 cup di zucchero, 2 quadrati di cioccolato fuso, 2 uova, 1/2 cup di farina, 1/2 cup di noci tritate. Stendere su teglie e cuocere quindici minuti in forno moderato. [fonte]

Brownies al cocco e banana

By lucia, 17 novembre 2014

Brownies al cocco e banana

Una versione ancora più ricca dei tradizionali dolcetti americani a base di cioccolato, con il cocco e la banana che creano un abbinamento armonico e particolare. Dal ricettario di Love Bakery, il nuovo progetto editoriale della De Agostini, una delle tante golose preparazioni, ispirate alla tradizione anglosassone e spiegate passo passo.

Ingredienti

Preparazione

Preriscaldare il forno a 170°C. In una ciotola con le fruste elettriche, a bassa velocità, lavorare a crema le uova, lo zucchero e l'estratto di vaniglia, senza montare il composto. Setacciare la farina e il cacao e incorporarli delicatamente alla crema. Sciogliere il burro a bagnomaria o nel microonde, avendo cura di non scaldarlo troppo. con una spatola, unire il burro all'impasto con movimenti delicati per mantenere una consistenza cremosa, facendo attenzione a non creare grumi. Sbucciare le banane, affettarle e schiacciarle grossolanamente con una forchetta, lasciando intere alcune fettine (è molto importante che le banane siano mature affinché mantengano tutto il loro sapore dolce e deciso). Con la spatola incorporare al composto le banane schiacciate, le gocce di cioccolato e 100 gr di cocco. Foderare con carta forno una teglia quadrata 20 x 20 cm e versare il composto. Cuocere per circa 20 minuti, quindi sfornare e lasciare raffreddare per almeno 2 ore a temperatura ambiente. Tagliare il brownie in quadrati e spolverizzare abbondantemente la superficie con il cocco disidratato rimasto.

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Nuvola di ricotta

Nuvola di ricotta

By lucia, 11 novembre 2014

Nuvola di ricotta

Si, è proprio una nuvola questo ripieno di ricotta reso soffice dalla panna e dall'albume montato a neve. Si adagia comodamente, e perfettamente, sulla base di frolla al cacao. Sembra una cheese cake, ma tutta italiana, anzi romana!

Ingredienti

Preparazione

Per la frolla, setacciare la farina con il cacao nella ciotola dell'impastatrice, unire il sale e lo zucchero e mescolare. Aggiungere il burro a tocchetti (fare la fontana sulla spianatoia se si impasta a mano) e lavorare il tutto fino ad ottenere un composto di briciole. Versare l'uovo e l'albume e impastare finché la frolla avrà una consistenza omogenea e liscia. Lasciar riposare per 15 minuti. Stendere la frolla non troppo sottile su un foglio di carta forno e adagiarla in una teglia a cerniera di 26 cm di diametro. Coprire la frolla con un altro foglio di carta forno e quindi con legumi secchi. Cuocere in forno a 180° per 20 minuti, eliminare i legumi e lasciare intiepidire.

Abbassare la temperatura del forno a 160°. Per la farcia, separare i tuorli dagli albumi. Con le fruste elettriche, amalgamare la ricotta con 100 gr di zucchero, l'amido di mais, la vaniglina, i 5 tuorli (uno alla volta) e infine la panna. Montare gli albumi a neve con lo zucchero rimasto e incorporarli delicatamente al composto di ricotta con l'aiuto di una spatola e con movimenti dal basso verso l'alto. Versare la farcia sulla frolla e cuocere per 50 minuti. A questo punto, spegnere il forno e lasciarvi la torta per circa 1 ora. Sfornarla, farla raffreddare e poi passarla in frigo per 3 ore prima toglierla dallo stampo.

Note: io ho utilizzato ricotta di mucca, ho dimezzato le dosi della farcia mantenendo la quantità intera di frolla al cacao, non ho messo la vaniglina. Ho usato una teglia rettangolare con il fondo amovibile. La ricetta è tratta da Sale&Pepe di ottobre.

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Pane in cassetta

 …della zia Maddy

Pane in cassetta

By lucia, 6 novembre 2014

Pane in cassetta

Un pancarrè morbido e profumato, anche se molto compatto, cotto nel suo stampo tipico a cassetta con coperchio (che ho acquistato in occasione del raduno della “carovana” ABC!). E’ dalla forma quadrata delle fette che deriva anche l’aggettivo carré o carrè, che significa appunto “quadrato” in francese, e spiega la forma del pan carrè. Da qui nasce il tramezzino:  nel 1925 al Caffè Mulassano di Piazza Castello a Torino come variante nostrana del sandwich all’inglese. Il nome di questo speciale panino si deve addirittura ad un grande poeta italiano. Fu, infatti, Gabriele D’Annunzio ad inventare la parola tramezzino derivandolo dall’aggettivo “tramezzo” con cui indicare la farcitura del tramezzino.
[fonte]

Ingredienti

Preparazione

*L’indice W esprime la forza in spinta verso l’alto della farine, ad esempio farine con W 180 (e inferiori) sono farine con scarse attitudini alla panificazione, da destinarsi soprattutto a produzione di prodotti che non necessitano di molta lievitazione (biscotti, cialde, ecc..) e corrispondono alla farina "00". Farine con W 280 sono farine rinforzate che vengono impiegate in particolari produzioni da forno lievitati, o come rinforzanti di farine più deboli. Farine forti - dai 280 ai 350W - corrispondono al rinforzo di farina 0 con Manitoba, oppure farina "0" con semola di grano duro.

1) Farine deboli - dai 90 ai 170 W - corrispondono alla farina 00.
Si usa per addensare creme e salse, per paste montate, come pan di Spagna, o prodotti con lievito in polvere.
2) Farine medie-dai 180 ai 260 W - corrispondono alla farina 0.
Si usa per impasti a lievitazione diretta come pizza, pani caserecci a piccola cellula chiusa con molto sviluppo di mollica e crosta sottile, per pasta folla e paste all'uovo.
3) Farine forti- dai 280 ai 350 W - corrispondono al rinforzo di farina 0 con Manitoba, oppure farina 0 con semola di grano duro. Si usano per impasti a lievitazione indiretta con biga o poolish per baguette, michette, rosette.
4) Farine speciali- oltre i 350 W -corrispondono a Manitoba e a semola di grano duro.
[fonte]

Nell'impastatrice mescolare la farina, il latte e il lievito, aggiungendo a metà impasto lo zucchero, il sale e lentamente il burro. Continuare ad impastare fino ad ottenere una pasta elastica ma consistente. Dopo una puntatura* di 10-15 minuti formare un filone e posare nello stampo precedentemente imburrato, comprimendo bene per colmare gli angoli. Lasciar lievitare fin quasi a raggiungere il bordo dello stampo, poi chiudere con il coperchio. Infornare a 200°C (il tempo di cottura è determinato dalla pezzatura) per circa 30 minuti.

Nota: dopo i chiarimenti sulla forza della farina penso che si potrebbe rinforzare la farina di tipo 0 con la Manitoba

*La puntatura consiste nel far lievitare per un breve periodo l'impasto in modo da fargli prendere forza e far rilassare le proteine. Spesso l'impasto viene lasciato puntare all’aria per far si che la superficie si asciughi. La durata di questa fase può variare in base alla stagione (in estate è più veloce, in inverno è più lenta). Dopo la puntatura si esegue la spezzatura e poi la formatura, ovvero il taglio dell’impasto nelle forme del pane.

La ricetta va a Sandra per la raccolta di Panissimo di novembre, dall'idea di Barbara e Sandra

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