FOCACCINE AL FORMAGGIO

Siamo arrivati in UNGHERIA! Questa tappa è iniziata il 13 maggio e terminerà il 2 giugno 2013. Ci ospita Cinzia nel suo blog Cindystar, grazie all’idea di Trattoria MuVarA con il progetto dell’Abbecedario Culinario della Comunità Europea.

Sono incredibilmente numerosi i personaggi celebri ungheresi, in ogni campo, della cultura, delle arti, della scienza e della politica. In patria e all’estero, gli ungheresi famosi hanno contribuito a rendere grande il proprio paese e soprattutto a rendere libera la propria identità culturale e il proprio cammino storico nel mondo. Di seguito solo alcune di queste personalità…

(Sînnicolau Mar 1881- New York 1945)
Alternando un’intensa attività didattica (Conservatorio Franz Liszt di Budapest, Columbia University e lezioni private) e concertistica, a frequenti viaggi con lo scopo di raccogliere canti popolari, ha svolto una vasta mole di lavoro che, unitamente alla sua straordinaria personalità, alla novità del suo insegnamento, al rigore scientifico del metodo della raccolta e dell’elaborazione del materiale folcloristico, e in primo luogo alla qualità delle sue composizioni, gli ha assicurato un posto preminente nella vita musicale ungherese ed europea nella prima metà del Novecento. Famoso concertista fin dalla gioventù in patria e all’estero, Bartók si è poi esibito in duo pianistico con la seconda moglie Ditta Pásztory. Come insegnante di pianoforte ha compilato una Scuola (in collaborazione con Reschofsky) e una raccolta Per bambini, contenente il meglio del tesoro folcloristico da lui raccolto. Infine coi 143 pezzi compresi nei sei fascicoli del Mikrokosmos, Bartók intendeva educare gli alunni non solo nel senso di un graduale addestramento tecnico, ma anche in quello di un’apertura sempre più larga alla conoscenza di stili e modi espressivi sempre più vari.

(Raiding 1811 –Bayreuth 1886)
Franz Liszt è stato un compositore, pianista e direttore d’orchestra ungherese nel periodo del romanticismo. Ancora oggi, Liszt è considerato uno dei più grandi compositori e pianisti di tutta la storia. Di lui si ricorda, oltre l’eccezionale bravura, la capacità originale di comunicare con il suo pubblico e a lui si deve inoltre la creazione del ‘poema sinfonico’ attraverso la sua opera maggiore Les Préludes. Liszt fu uno dei grandi virtuosi del pianoforte e fu legato da grande amicizia a Frédéric Chopin. Oggi due importanti scuole lo ricordano, l’Accademia di musica Liszt Ferenc in Budapest e la Scuola di musica di Liszt a Weimar in Germania.

(Makó 1847- Charleston, Carolina del Sud 1911)
Fu il creatore di un nuova concezione della professione di giornalista e a lui si deve la fondazione del noto riconoscimento all’eccellenza giornalistica che ogni anno, a partire dal 1917, viene assegnato dalla “Columbia University” di New York a giornalisti e scrittori americani. Figlio di un ricco mercante ebreo, Joseph riceve un’ottima educazione e acquisisce dai genitori l’amore per la lettura e le lingue straniere. Nel 1864 emigra negli Stati Uniti e intraprende la professione di giornalista. A Saint Louis allaccia i primi contatti con la politica, che sarà il suo principale campo di interesse per il resto della vita, non abbandonando mai il lavoro di giornalista. Dopo la sua morte, grazie alle sue ultime volontà, viene fondata la “Columbia University School of Journalism” e costituito il celebre premio a lui intitolato. Il suo lascito, pari a 20 milioni di dollari, dà origine a 12 premi che vengono assegnati ogni anno, a partire dal 1917, per altrettante categorie. Oggi il comitato è noto come “Pulitzer Prize Board”, ed è composto da editori, giornalisti, professionisti di altri ambiti e dalle cariche più alte della Columbia University.
(Budapest 1893- Woods Hole 1986)
Albert von Szent-Gyorgyi de Nagyrápolt, fisiologo ungherese, è stato vincitore del PremioNobel per la Fisiologia e Medicina nel 1937, grazie alla scoperta della vitamina C e delle relative reazioni del ciclo dell’acido citrico “per le sue scoperte connesse al processo di combustione biologica, con particolare riferimento alla vitamina C e alla catalisi dell’acido fumarico“. Fuori dal campo medico-scientifico è stato persona attiva nella Resistenza ungherese durante la Seconda guerra mondiale, dedicandosi inoltre alla politica dopo la fine del conflitto. Il padre di Albert, Nicolaus von Szent-Gyorgyi, era un proprietario terriero nato a Marosvásárhely (oggi Târgu Mures, in Romania) di antiche origini calviniste; la madre Jozefin, cattolica, proveniva da una famiglia di professori di anatomia, con alle spalle tre generazioni di scienziati.

(Budapest 1899 – Buenos Aires 1985)
A lui si deve l’invenzione della penna a sfera (chiamata in seguito Biro, dal suo nome) alla fine degli anni trenta. Iniziati gli studi di medicina, li abbandona per dedicarsi successivamente, non dopo aver provato altri lavori, al giornalismo. Ed è proprio durante la sua carriera di giornalista che elabora l’idea della minuta sfera cilindrica. Dopo diversi esperimenti, la creazione trovò espressione lontano dalla patria ungherese, in Argentina, nel 1943. Eterpen fu il nome dell’azienda che, sempre in Argentina, incominciò la produzione e la vendita in massa delle penne biro nel 1945.

(1903 Budapest – 1957 Washington)
John von Neumann nasce in Ungheria con il nome originario ebraico di Janos, senza il prefisso Von, assunto nel 1913 dopo che il padre Miksa, direttore di una delle principali banche ungheresi, è nominato cavaliere per meriti economici dall’imperatore Francesco Giuseppe. Fin dall’età di sei anni sviluppa capacità al di fuori dalla norma, studiando diverse lingue, leggendo l’intera enciclopedia storica, ed eccelle negli studi presso il Ginnasio Luterano, ove si diploma nel 1921. Nel 1930 è invitato alla Princeton University ed è uno dei primi 4 docenti scelti per l’Institute for Advanced Study, dove insegna dal 1933 fino alla morte. Più che un genio, von Neumann era considerato dai colleghi una specie di semidio dotato di una prodigiosa capacità di calcolo. Fu esperto di matematica, ingegneria chimica, idrodinamica, balistica, meteorologia, statistica, logica, fisica quantistica. Elaborò l’importante teoria matematica dei giochi. Definì l’architettura dei computer in uso ancora oggi e nota come “architettura di von Neumann”.
Sajtos pogácsa

Queste focaccine al formaggio sono abbastanza simili agli scones scozzesi, si tratta di una preparazione della tradizionale vecchia scuola di pasticceria ungherese ed è un piatto nazionale. Sono fatti con il lievito e sono molto soffici e gustosi, croccanti fuori e morbidi dentro. Possono essere conservati in una scatola fino ad una settimana. Basta metterli nel forno a microonde per un paio di secondi e sono come appena sfornati.
Ingredienti
- farina tipo 00 - 250 gr
- lievito di birra secco - 1/2 bustina
- acqua - 75 ml
- burro a temperatura ambiente - 100 gr
- sale - 1/2 cucchiaio
- uovo - 1
- yogurt magro - 120 gr
- formaggio grattugiato (affumicato o cheddar) - 60 gr (ho usato il gruyère)
- zucchero semolato - 1/2 cucchiaino
Preparazione

Sciogliere il lievito nell’acqua con lo zucchero e far riposare per avviare la fermentazione. In una ciotola mescolare la farina, il sale e il burro. Mescolare il tuorlo d'uovo con lo yogurt e aggiungere al composto di farina. Amalgamare, poi aggiungere il lievito. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, se risulta appiccicoso aiutarsi con poca farina. Far lievitare in una ciotola, coprendo con un panno, preferibilmente in un posto caldo per 30 minuti. Stendere la pasta e fare una piegatura. Rimettere l'impasto nella ciotola e coprire con il panno. Lievitare per altri 30 minuti (io ho accorciato un pò i tempi eliminando ulteriori tre momenti di lievitazione). Stendere la pasta a circa 2 cm di spessore e ricavare dei dischetti con un tagliapasta del diametro di 5-6 cm. Mettere le focaccine su una teglia. Montare leggermente l’albume e con un pennello passarlo sulle focaccine. Cospargere un po’ di sale e aggiungere il formaggio grattugiato sulla parte superiore. Cuocere per 15 minuti a 180°.












raccolta di pani da tutto il mondo, da un’idea di 
Sciogliere il lievito di birra fresco con l’acqua appena tiepida. In una ciotola di vetro piuttosto capiente sbattere le uova, unire il miele, l'acqua con il lievito sciolto, il sale e il burro fuso fatto raffreddare e mescolare bene con una frusta fino a rendere omogeneo il composto. Aggiungere la farina e lavorare brevemente fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Coprire con pellicola e lasciare 2 ore a temperatura ambiente prima di riporre in frigorifero, dove dovrà riposare almeno 24 ore (si può far riposare fino a 5 giorni, per Tuki il tempo ideale è di 48 ore). Dividere l'impasto (se serve aggiungere poca farina) per formare una treccia o formare delle palline che andranno sistemate in fila in un unico stampo da cake ben imburrato (30 x 15 cm circa). Coprire lo stampo con un panno umido e lasciar lievitare al caldo 1,5-2 ore o fino a quando la brioche avrà quasi raggiunto il bordo dello stampo. Pennellare la superficie con poco burro fuso o con un uovo sbattuto, cuocere a 180°-190°per circa 30 minuti. Si conserva bene anche per più di un giorno, chiusa in un sacchetto di plastica oppure in un contenitore a chiusura ermetica.






Per gli amanti del cibo, non solo Copenaghen ospita uno dei migliori ristoranti del mondo, il Noma, ma è anche la capitale scandinava della gastronomia con dodici ristoranti Michelin, ed è la regina delle ultime tendenze dello slow food e della Nuova Gastronomia Nordica.

Cuocere le girelle a 200° per 15-20 minuti o fino a che non sono dorati. Togliere dal forno e far raffreddare. A piacere si può aggiungere una glassa fatta con zucchero a velo e acqua calda, usando una sac à poche o semplicemente un cucchiaino. Se la glassa risultasse troppo densa aggiungere una goccia in più di acqua, se troppo liquida aggiungere altro zucchero a velo.

In una terrina mescolare la farina, il burro tagliato a dadini, l’uovo, lo zucchero e il sale. Lavorare con le dita fino ad ottenere delle grosse briciole. Aggiungere l’acqua, un cucchiaio alla volta ed impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Infarinare la spianatoia e dividere l’impasto in due parti. Mettere in frigorifero. Preriscaldare il forno a 180°. Sbucciare e tagliare le mele a cubetti e metterle in una ciotola, unire lo zucchero, le gocce di cioccolato, il tuorlo d'uovo e lo sciroppo d’acero. Mescolare bene il tutto e tenere da parte.
Riprendere la pasta frolla dal frigorifero e stenderne una parte con il matterello ricavando un cerchio leggermente più grande di una teglia del diametro di 26 cm, foderata di carta da forno. Disporre la pasta frolla all’interno della teglia e con una forchetta bucherella il fondo. Distribuire il ripieno in modo uniforme. Stendere l’altro pezzo di pasta frolla e ricavare tante strisce larghe 2-3 cm Formare un reticolo sulla torta sigillando bene tutto il bordo. Cuocere in forno per 35-40 minuti o fino a doratura della superficie.
Il 





























