tortadirose

Mughlai chicken – India

Pollo speziato con mandorle

Siamo saliti a bordo dell’aeromobile ABC3 diretto a Balarampur – India, qui il comandante Cindystar ci ha fatto un’accoglienza calorosa, quanto a me, sono felice di visitare questo meraviglioso paese, anche se purtroppo solo in modo virtuale, cercando però di cogliere il più possibile i suoi sapori e i suoi colori attraverso la cucina. Mi sono avvicinata alla cucina indiana quando, qualche anno fa, ho conosciuto la mia amica Sheeja e abbiamo cucinato insieme alcuni piatti tipici della sua zona di origine, il Kerala. Mi ha regalato una quantità di spezie colorate, dal profumo intenso e particolare che mi hanno conquistato. Mi ha spiegato che al suo paese usa spezie fresche, combinate tra loro (masala) e che i loro piatti sono piccantissimi. Infatti la cucina indiana è sicuramente la più speziata del mondo, l’India è la terra d’origine del pepe, della cannella e del cardamomo. I chiodi di garofano, la noce moscata, il macis, lo zenzero, la curcuma e il cumino, coltivati in India e nelle regioni vicine, sono ingredienti fondamentali in tutte le tradizioni regionali.

(mappa dal web)

Mughlai chicken – India

By lucia, 28 ottobre 2014

Mughlai chicken – India

Abbiamo lasciato le fantastiche isole Samoa e salutato l'ambasciatrice Marta per volare verso l'India e iniziare a scoprire la sua cucina, molto differente tra regione e regione. Le differenze sono dovute all'estensione del territorio e la conseguente presenza di diverse culture, la religione ha un ruolo determinante nel definire la cucina dell'India, per i musulmani è fatto divieto mangiare carne di maiale, per gli induisti quella bovina. Ma certamente un comun denominatore sono le spezie che vengono usate in ogni famiglia e sapientemente miscelate per ottenere piatti unici e tipici della propria regione. Generalmente viene fatta una distinzione del paese dal punto di vista culinario tra Nord e Sud, le differenze sono considerevoli, sia a causa del clima sia per le influenze storiche. Al nord si mangia molta più carne e la cucina è spesso di ispirazione "Mughal", parente stretta della cucina del Medio Oriente e dell'Asia centrale. Cereali e pane sono più apprezzati del riso ed è presente una straordinaria varietà di pani cotti nel tipico forno tandoori.
Nel sud invece crescono frutta e verdura in abbondanza che, insieme a lenticchie e riso, caratterizzano i piatti della regione. La religione principale nel Sud è l'Induismo, quindi la popolazione è perlopiù vegetariana e questo ha fatto si che si sviluppassero una infinita varietà di piatti a base di legumi, riso e verdure. Il pesce, invece viene consumato lungo tutta la costa in diverse varianti.

La ricetta che ho preparato è un piatto di pollo speziato alle mandorle, fa parte della cucina Mughlai ed è una delle cucine più popolari, la cui origine può essere fatta risalire ai tempi dell' Impero Mughal. Il cibo Mughlai è molto piccante e ha un aroma molto particolare, è particolarmente preferito nelle parti settentrionali del paese.

Ingredienti

Preparazione

Grattugiare lo zenzero, tritare l'aglio e le mandorle. Scaldare l'olio in una padella e dorare il pollo fatto a pezzi, levarlo dalla padella e sgocciolare l'olio. Scaldare una padella con poco olio e tostare il cardamomo (i semini all'interno della capsula), il cumino, la cannella, il peperoncino, l'alloro, e i chiodi di garofano. Aggiungere la cipolla tagliata a fettine sottili, poi unire il trito di mandorle, aglio e zenzero. Far cuocere 3 minuti, poi aggiungere lo yogurt e friggere per 30 secondi. Appena bolle versare il pollo, la panna sbattuta e il sale e cuocere a fuoco basso per 20 minuti. Aggiungere il garam masala e cuocere per altri 10 minuti.

(http://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/asia/india/cultura/
http://www.masala.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=56
ricetta dal libro "Il mangiamondo" di Sandro Masci)

 

La ricetta va all'ambasciatrice dell'India, Cinzia del blog Cindystar, dal progetto di Aiù della Trattoria Muvara, per la raccolta dell'Abbecedario Culinario Mondiale

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I maritozzi marchigiani

I maritozzi marchigiani

By lucia, 22 ottobre 2014

I maritozzi marchigiani

Oggi vi racconto di un dolce tipico del mio paese, molto comune in tutte le panetterie del luogo.  Anche questa ricetta della tradizione ha però molte varianti, ogni famiglia ha una sua ricetta, probabilmente adattata nel corso del tempo. Si sostiene infatti che il maritozzo non sia un prodotto autoctono delle Marche ma che sia stato importato dalla campagna laziale dove, verso  la fine dell’Ottocento – primi del Novecento, i braccianti marchigiani si recavano a lavorare per dissodare i campi. Si racconta che le donne lo stivavano nelle bisacce di pelle o di stoffa dei braccianti che, lontano da casa per tutto il giorno, dovevano portare con sé l'essenziale per nutrirsi. In seguito, nelle campagne marchigiane, questi dolci venivano consumati  all’imbrunire quando i contadini interrompevano per poco il lavoro nei campi, che sarebbe poi ripreso e concluso alle 23, si sedevano e mangiavano ciambelle e maritozzi preparati dalle donne di casa.

Oggi questa tradizione si è persa e quasi più nessuno si cimenta nel farli in casa, ma un tempo venivano preparati quando, in ogni famiglia si faceva il pane, più o meno ogni settimana. La loro ricetta originale infatti prevede l’utilizzo della pasta di pane lievitata e arricchita con zucchero e uvetta, senza aggiunta di uova, cosicché i maritozzi potevano essere mangiati anche in periodi di vigilia stretta come la Quaresima. Nel corso del tempo, la ricetta ha subito delle trasformazioni, dovute al fatto che il pane non veniva più fatto in casa e, scomparendo la pasta lievitata dalle madie, è stata sostituita dal lievito di birra. Si sono poi aggiunte le uova che danno più sapore e leggerezza all’impasto dei maritozzi. Io ho usato in parti uguali farina 00 e Manitoba, la quantità di uvetta può, a piacimento, essere aumentata.

[Fonti: Ricette, ricordi, racconti – Manuela Di Chiara; La cucina marchigiana, tra storia e folclore – Nicla Mazzara Morresi; Dott.ssa Maria Preziosa Del Papa]

Ingredienti

Preparazione

Mettere a bagno l’uvetta per circa mezz’ora (in un po’ di latte). Sciogliere il lievito di birra nel latte leggermente tiepido. Nell’impastatrice rompere le uova, aggiungere lo zucchero e mescolare con la frusta per qualche minuto. Unire il latte con il lievito, il burro fuso, il sale, la scorza e il succo di arancia. Amalgamare tutto e unire la farina a pioggia. Impastare a lungo con il gancio fino ad ottenere una pasta morbida, ma ben lavorabile, elastica e liscia. Coprire la pasta e lasciar lievitare fino al raddoppio. Trascorso il tempo necessario, sgonfiare la pasta lavorandola per qualche minuto sulla spianatoia e aggiungere l’uvetta scolata e strizzata. Pesare la pasta e dividerla in pezzi piccoli (circa 60-70 gr l’uno). Con le mani dare la forma di un bastoncino lungo circa 10 cm affusolandone le estremità, disporli sulla teglia, distanziati tra loro, coprirli con un telo leggero e metterli a lievitare una seconda volta. Quando saranno cresciuti, e si saranno attaccati l’uno all’altro, infornare e cuocere a 180° per circa 15 minuti o fino a che saranno quasi scuri. Nel frattempo preparare la glassa mescolando con le fruste elettriche l’albume con lo zucchero. Appena cotti, spennellare i maritozzi con la glassa bianca e rimettere in forno per qualche minuto in modo che la glassa si asciughi e si formi una crosticina chiara.

I maritozzi si conservano più a lungo in una scatola di latta o in un sacchetto di plastica, possono essere anche congelati singolarmente e poi passati in forno direttamente dal congelatore.

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Focaccia con pomodori confit

Tomato confit focaccia for World Bread Day 2014

Scroll down for english version

Dal 2006 centinaia di blogger da tutto il mondo accendono il loro forno e cuociono un pane per il World Bread Day, l’anno scorso la raccolta ha contato 354 ricette da 354 blog provenienti da 29 paesi. L’idea di Zorra, per questo giorno, è quella di raccogliere 365 ricette di pane, una per ogni giorno dell’anno, onorare questo alimento quotidiano condividendolo sul nostro blog, dimostrando così che fare il pane in casa è facile e divertente!

Possiamo seguire l’evento su Facebook e Pinterest

Focaccia con pomodori confit

By lucia, 16 ottobre 2014

Focaccia con pomodori confit

Trovo curioso che la focaccia - italiana - più buona e soffice che abbia mai fatto, sia quella del più british panettiere e celebre chef Paul Hollywood. Dal suo bellissimo libro How to bake. Questo tipo di impasto è molto umido e si potrebbe utilizzare anche un mixer, ma Paul consiglia di lavorarlo a mano per distinguere la sensazione di una buona pasta umida. Io ho farcito la focaccia con i pomodori confit, ma questa base è perfetta anche solo con sale grosso e origano o qualsiasi altra erba aromatica.

Ingredienti

Preparazione

Preparare i pomodori confit: tagliare a metà i pomodori, disporli nella teglia, condire con sale a piacere e spolverare con lo zucchero. Unire qualche rametto di timo. Cuocere in forno a 140°C per circa 2 ore.

Oliare leggermente un contenitore di plastica. Versare la farina in una ciotola e aggiungere il sale ad un lato della ciotola e il lievito all'altro. Aggiungere 20 ml di olio d'oliva e ¾ di acqua, e mescolare con le dita. Continuare ad aggiungere acqua e olio, un po’ alla volta, fino a quando si è raccolta tutta la farina dal lato della ciotola. Potrebbe non essere necessario aggiungere tutta l'acqua, o potrebbe essere necessario aggiungere un po' di più. Si vuole che l’impasto sia molto morbido - umido rispetto a una pasta di pane standard. Utilizzare l'impasto per pulire l'interno della ciotola e mescolare fino a quando si forma una pasta ruvida.

Spalmare la superficie di lavoro con un po' di olio d'oliva, poi versare l'impasto sul piano e cominciare ad impastare per 5-10 minuti. Lavorare il composto fino a quando l'impasto inizia a formare una pelle morbida e liscia, dovremmo ottenere un impasto umido e appiccicoso, quindi non aggiungere altra farina.

Quando la pasta è morbida ed elastica, mettere l'impasto nel contenitore oliato. Coprire con un canovaccio e lasciare lievitare almeno fino al raddoppio in termini di dimensioni - circa 1 ora.

Foderare una teglia con carta da forno e spruzzare con olio d'oliva. Mettere dell’olio d'oliva sul piano di lavoro. Rovesciare con cautela e delicatezza l'impasto sulla superficie di lavoro in modo da mantenere una quantità di aria nella pasta il più possibile. Stendere la pasta dando forma alla focaccia e mettere sulla teglia.

Coprire con pellicola e lasciar lievitare per circa 1 ora, fino a quando l'impasto è raddoppiato di dimensione. Nel frattempo, scaldare il forno a 200 ° C.

Fare delle fossette profonde nella focaccia con le dita, spingendo fino ad arrivare sul fondo e farcire con i pomodori confit. Irrorare la focaccia con olio d'oliva, poi cuocere per 15 minuti.

Ingredients:
250 g strong white bread flour, plus extra for dusting
5 g salt
5 g instant yeast
70 ml extra virgin olive oil, plus extra for kneading and to finish
180 ml cool water

5 red tomatoes
salt 1 pinch
caster sugar 1 tablespoon
fresh thyme
extra virgin olive oil

Make the tomato confit: cut the tomatoes in half, place them in the pan, season with salt to taste and sprinkle with sugar. Add some sprigs of fresh thyme. Bake to 140 ° C for about 2 hours.

Tip the flour into a large mixing bowl and add the salt to one side of the bowl and the yeast to the other. Add 70 ml of the olive oil and ¾ of the water, and turn the mixture round with your fingers. Continue to add water and oil, a little at a time, until you’ve picked up all the flour from the side of the bowl. You may not need to add all the water, or you may need to add a little more. You want dough that is very soft – wetter than a standard bread dough. Use the mixture to clean the inside of the bowl and keep going until the mixture forms a rough dough.

Coat the work surface with some olive oil, then tip the dough onto it and begin to knead. Keep kneading for 5-10 minutes. Work through the initial wet stage until the dough starts to form a soft, smooth skin. This is supposed to be a wet, sticky dough, so try not to add more flour.

When your dough feels soft and elastic, put the dough into the oiled tub. Cover with a tea towel and leave to rise until at least doubled in size – about 1 hour.

Line a baking tray with baking parchment and drizzle with olive oil. Put more olive oil on the work surface. Carefully tip the dough onto the surface. Rather than knocking it back, handle it gently so you keep as much air in the dough as possible. Stretch the dough out to a flat and place on a baking tray.

Put the tray into a clean plastic bag and leave to prove for about 1 hour, until the dough is doubled in size and springs back quickly if you prod it lightly with your finger. Meanwhile, heat your oven to 200°C.

Make deep dimples in the focaccia with your fingers, pushing them all the way through the dough to the bottom. Drizzle the focaccia with olive oil then bake for 15 minutes, or until cooked through.

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Galette di farro con pomodori cipolle e pecorino

Galette di farro con pomodori cipolle e pecorino

By lucia, 13 ottobre 2014

Galette di farro con pomodori cipolle e pecorino

Versione salata della galette francese, con farina di farro e farcita con i pomodori tagliati a fette, la cipolla rossa e il pecorino marchigiano, al profumo di timo. Per questa preparazione ho scelto i pomodori San Marzano che non hanno molti semi e sono meno acquosi, dunque ben si prestano per farcire una crostata salata. Ho preso ispirazione da Shanna.

Ingredienti

Preparazione


Preparare la pasta: mescolare le farine nella ciotola della planetaria, unire il burro e il sale. Impastare con la frusta e unire l'acqua fredda. Formare una palla e mettere in frigo.
Nel frattempo far ammorbidire la cipolla tagliata a fettine sottili in una padella con l'olio. Tagliare i pomodori a metà e premere leggermente per far uscire i semi, poi tagliarli a fette. Stendere la pasta in un disco e sistemarla nella teglia, fare uno strato di formaggio tagliato a grosse scaglie, lasciando libero un bordo di circa 2 cm, continuare con le cipolle, cospargere il timo tritato e terminare con le fettine di pomodoro. Spennellare il bordo con l'albume leggermente sbattuto e spargere qualche chicco di sale rosa. Cuocere in forno a 200°C per 30 minuti.

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Pai Fala – Samoa

Samoa Pineapple Half-moon Pies

 Con SAMOA ha inizio il lungo viaggio (virtuale) dell’ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE, attraverso sei continenti della Terra. L’allegra carovana di ambasciatrici (e ambasciatore!), supportata dalla mente fervida dell’Aioulik, si è messa già ai fornelli per scoprire e sperimentare nuovi mondi e nuovi sapori. L’ambasciatrice della lettera A (Apia – capitale di Samoa – Oceania) è Marta cui invierò la mia ricetta, da lei potete trovare altre gustose ricette samoane.

Se vi va di sperimentare…vi aspettiamo!

(foto Lonely Planet)
 

Come ci racconta Manuia, i samoani amano scherzare, cantare, ballare e prendono sul serio tre cose nella vita: Dio, la famiglia e il cibo. Ogni evento importante della vita è contrassegnato da una festa e ogni Domenica fanno to’ona’i, che è il pranzo con la P maiuscola. E’ l’unico pasto della giornata in cui la gente si sveglia nelle prime ore del mattino per cucinare in tempo per andare in chiesa, e to’ona’i di solito è così abbondante che tutto ciò che fanno dopo è dormire.

I samoani non lesinano neanche sui pasti dei giorni feriali. Pollo arrosto, zuppe di verdura fatte in casa, barbecue affumicato e insalata di pesce fresco (Ota) erano tutti piatti abituali sul menù della sua famiglia e c’era sempre un sacco di cibo sulla tavola, anche se non erano particolarmente agiati.

Manuia ha sempre pensato che la cucina samoana fosse semplice perché gli ingredienti sembravano limitati e sembrava esserci un sacco di variazioni sul tema (ad esempio la crema di cocco per molte preparazioni). Ora però ha capito che la cucina Samoana è molto versatile, sopravvive laddove un gruppo di samoani ha deciso di stabilirsi e che gli ingredienti sono in realtà molto flessibili e adattabile a qualsiasi prodotto e carne locale.

Il cibo Samoano oggi mostra alcune chiare influenze storiche, per lo più europee e cinesi. Piatti classici come umu  (cibo cotto in forno a livello del terreno), sapasui (Chop Suey) e puligi ( budino) non sono cambiate molto nel corso degli ultimi decenni, mentre alcuni piatti non hanno resistito alla prova del tempo, come ad esempio suamasi. Ma nessuna cucina può rimanere statica nel tempo e ci sono stati alcuni sviluppi interessanti compiuti dai samoani d’oltremare e dagli chef stranieri di stanza sulle isole.

Pai Fala – Samoa

By lucia, 9 ottobre 2014

Pai Fala – Samoa

Sorprendentemente buoni questi dolcetti samoani, mezze lune di sfoglia al latte di cocco, tradizionalmente sono delle grandi mezze lune, ricavate da un disco di circa 20 cm con un ripieno di crema all'ananas.

Ingredienti

Preparazione

Schiacciare l’ananas con una forchetta e tenere da parte il succo.  Unire l'ananas, lo zucchero e il latte in una casseruola, amalgamare e portare quasi ad ebollizione.  Spegnere il fuoco. Mescolare l’amido di mais con il succo di ananas riservato fino ad ottenere un composto liscio. Unire i due composti e mescolare fino a quando il tutto si addensa, poi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

Mettere tutti gli ingredienti della pasta nell’impastatrice e mescolare con la frusta  fino ad ottenere un composto liscio e morbido. Stendere la pasta e formare dei cerchi da 20 cm l’uno (io 10 cm), farcire con un po’ di crema all’ananas e chiudere a mezzaluna schiacciando lungo il bordo con i rebbi di una forchetta.

Bucherellare la pasta con la forchetta  nella parte superiore e mettere in forno a 190 gradi per 20-25 minuti.

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Sesame Humburger Buns

Panini morbidi al sesamo (da hamburger)

Come in molti casi di invenzioni culinarie, l’origine è spesso controversa, e così anche per l’hamburger.

Nel 1891 è la famiglia di Oscar Weber Bilby a rivendicare il primo hamburger su un panino:  era servito nella fattoria del nonno Oscar, ad ovest di Tulsa, Oklahoma. La famiglia sostiene che fu il nonno Oscar ad aggiungere per primo il panino, ma ammettono che i panini per hamburger  possano essere precedenti al  famoso hamburger del nonno Oscar.

Michael Wallis, scrittore di viaggi e giornalista per la rivista Oklahoma Today, ha fatto una lunga ricerca nel 1995 per le vere origini dell’hamburger e ha stabilito che proprio Oscar Weber Bilby fu il creatore dell’hamburger come lo conosciamo. Secondo l’articolo di Wallis del 1995, Welcome To Hamburger Heaven, in un’intervista a Harold Bilby:

La storia è stata tramandata attraverso le generazioni, come una Bibbia di famiglia. ”lo stesso nonno mi di disse che era nel giugno del 1891 quando prese un pezzo di ferro e fece da solo una grande griglia”, spiega Harold. ”Allora il mese successivo, il 4 di luglio, accese un fuoco di legno di noce sotto quella griglia, e quando quei carboni furono ardenti, prese un pò di carne tritata di Angus e ne fece una grande partita di hamburger. Quando furono cotti, buoni e succosi, li mise sulle focacce lievitate fatte in casa da mia nonna Fanny -…. i migliori panini in tutto il mondo, realizzati con la sua ricetta segreta. Servì questi hamburger sui panini a vicini e amici sotto un boschetto di alberi di pecan. Non avrebbero potuto chiedere di più, così il nonno ospitò un’altra grande scorpacciata. Lo fece ogni 4 luglio, e talvolta si presentavano fino a 125 persone. ”

Nel 1933, Oscar e suo figlio Leo, hanno aperto il primo chiosco di hamburger della famiglia a Tulsa, Oklahoma, chiamato Weber Superior Root Beer Stand. Usano sempre la stessa griglia utilizzata nel 1891, con una piccola variazione , la stufa a legna è stata convertita a gas naturale. [fonte]

Sesame Humburger Buns

By lucia, 5 ottobre 2014

Sesame Humburger Buns

Deliziosi panini morbidi e leggermente dolci, con i semi di sesamo che tipicamente racchiudono gli hamburger. Ma sono buonissimi per la merenda dolce e salata. Ho seguito la ricetta di Emilie utilizzando però la farina Kamut.

Ingredienti

Preparazione

La ricetta prevede il riposo della pasta per una notte.

In una tazza unire l’acqua tiepida e il latte, il lievito e lo zucchero. Lasciar riposare fino a che il composto diventa spumoso, circa 5 minuti. Nel frattempo nella ciotola dell’impastatrice versare la farina, il sale e il burro. Con la frusta mescolare gli ingredienti fino a quando il burro ha la dimensione di briciole. Unire 1 uovo e la miscela di lievito. Mescolare per circa 8-10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.

Formare una palla e mettere la pasta in una ciotola coperta con pellicola trasparente e lasciare lievitare in un luogo caldo per circa 2 ore. Trasferire la pasta in frigorifero per una notte.

Quando si è pronti a cuocere, togliere la pasta dal frigorifero e portare a temperatura ambiente, circa un'ora. Preriscaldare il forno a 190°C. Mettere una teglia poco profonda sul fondo del forno.

Foderare una teglia con carta da forno. Dividere l'impasto in 8 parti uguali (circa 100 gr l’una).

Per modellare l'impasto in palline, appiattire delicatamente ogni pezzo come una frittella. Tirare su ogni lato pizzicando la pasta e portarla verso il centro e sigillare. Capovolgere la palla (lato piegatura verso il basso) e farla rotolare su una parte non infarinata del piano di lavoro, formando delicatamente una palla liscia. Trasferire nella teglia posizionando i panini a  2-3 centimetri di distanza tra loro. Premere delicatamente verso il basso per appiattire. Lasciare i panini a lievitare in un luogo caldo (da 30 minuti a 1 ora) o fino a quando sono gonfi e lievitati.

Sbattere  l'uovo rimasto con una spruzzata di acqua e spennellare sui panini appena prima della cottura. Cospargere con i semi di sesamo.

Prima di mettere in forno i panini, aggiungere un canovaccio umido e una spruzzata di acqua alla vaschetta (per creare vapore). Ciò manterrà il pane umido ed eviterà che si formino delle crepe. Cuocere per circa 20-25 minuti o fino a doratura.

Invio la ricetta alla raccolta di Panissimo - evento progettato da Sandra e Barbara - ospitato da Maria Teresa

...e anche all'amica Wisla per il gemellaggio polacco

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Diamo il via all’Abbecedario Culinario Mondiale

C’è una parola che va tanto di moda ed è “virale”. Qualcosa diventa virale perché tutti lo vogliono, tutti lo conoscono, tutti ne parlano… Ecco, l’abbecedario culinario d’Europa non è diventato virale, però rileggendo il suo post di apertura del Gennaio 2013, si parlava di 16 blog che a blog unificati annunciavano il viaggio (virtuale) culinario europeo, e quest’anno? Quest’anno abbiamo un calendario già pronto, abbiamo un gruppo di 29 blogger che compongono la nostra carovana, tra ambasciatrici, ambasciatore, “semplici” viaggiatrici e un’Aiuolik.
Ebbene signori, noi siamo pronti e siamo lieti di annunciarvi:
L’ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE
Avete capito bene, questa volta giriamo (virtualmente) il mondo e lo mettiamo sul piatto, letterina per letterina!

 

Anche questo viaggio consta di un ambasciatore/ambasciatrice per ogni letterina e anche quest’anno ci aspettiamo che siate in tanti a viaggiare con noi, che sia per una tappa o per tutto il viaggio o ogni volta che avete il trolley pronto e vi volete aggiungere.Questa volta però ogni lettera è associata a una città, rappresentativa di una nazione e l’ambasciatore/ambasciatrice ha l’onore di aprire le danze con un piatto tipico a sua scelta. In seguito, tutti gli altri partecipanti/viaggiatori possono pubblicare una ricetta tipica di quel luogo. Semplice, no?Più brevemente, se volete partecipare ricordatevi la regola delle 4W:

  1. WHEN: ogni 3 settimane esce una lettera;
  2. WHAT: potete pubblicare una qualsiasi ricetta (o anche più di una) della nazione rappresentata da quella lettera (la ricetta può iniziare con qualsiasi lettera!);
  3. WHERE: la ricetta la pubblicate nel vostro blog e poi lasciate il link al blog ospite come commento al suo post di apertura;
  4. WHO: chiunque abbia un blog può partecipare, più siamo e più ci divertiamo quindi sarebbe fantastico fare più tappe possibili tutti assieme, ma potete partecipare anche solo per una lettera, anche una lettera sì e una no, anche solo i mesi dispari!

Il post deve includere un riferimento all’evento e al blog ospitante, mentre l’utilizzo del logo dell’evento (ovvero l’immagine che vedete un po’ più su) è facoltativo (ma gradito). Potete anche utilizzare ricette dal vostro archivio: basta aggiungere il riferimento all’evento e procedere come sopra.

Se è tutto chiaro, ecco quindi il calendario, non fatevi spaventare dalle date, il viaggio sarà piacevolissimo in nostra compagnia!

Viaggiare con noi è gratis, si apprendono tante cose e troverai sempre un sorriso, che aspetti a preparare il trolley anche tu?

 English version

THE WORLD CULINARY ABC IS ON THE WAY

“Viral” is a fashionable word these days. Something goes “viral” because everybody knows it, talks about it, wants it. Well, the European Community ABC didn’t go viral, but in reading again its announcement post from December 2012, I see that it talked about 16 blogs that were announcing together a virtual culinary tour of the European Community countries. This year, however, we are ready to go: the calendar has been finalized and 29 bloggers (some of them ambassadors for a country, others travelers) plus the one and only Aiuolik make up a happy caravan.

Ladies and gentlemen, we are delighted to announce:

THE WORLD CULINARY ABC

You got it: this time we will virtually travel around the world and put it on the table one letter at a time.

This tour will feature an ambassador for each letter and we hope that again there will be many of you traveling with us — for just one leg or for the whole tour or whenever your luggage is ready and you want to join the fun.

Each letter of the alphabet is associated with a city that represents a country and the ambassador will start the festivities with a dish s/he chooses from that country’s culinary tradition. During the three weeks following the opening post, anyone can publish a recipe from the same country. It’s that easy.

In brief, if you’d like to participate, remember the 4W rule:

  1. WHEN: every three weeks we change letter and country;
  2. WHAT: you can publish any recipe (or more than one) from the country represented by the letter (the initial of the recipe name does not matter);
  3. WHERE: publish the recipe on your blog and then leave a comment on the initial post (on the ambassador’s blog) containing the URL of your post;
  4. WHO: anyone who has a blog can participate; the more the merrier. It would be great to travel together for as many stops as possible, but, as I said above, you can choose when to participate.

The post(s) you publish must include a reference to the event and to the ambassador’s blog. Use of the logo (the image above) is optional but welcome. You can also contribute a recipe from your archive: add the reference to the event and to the ambassador’s blog and then submit the URL as described above. Let me know if you have any questions or doubts on the process.

Here’s the calendar. Each line includes the letter, the name of the representative city, then in parentheses the name of the country and continent in which the city is located, the start and end date of our stay in the country and finally the hosting blog (ambassador).

  • A – APIA (Samoa, Oceania) – October 6 through October 26, 2014 – Mangiare è un po’ come viaggiare
  • B – BALARAMPUR (India, Asia) - October 27 through November 16, 2014 – Cindystar
  • C – CANBERRA (Australia, Oceania) - November 17 through December 7, 2014 – Cook (almost) anything
  • D – DAKAR (Senegal, Africa) – December 8 through December 28, 2014 – Cafe Lynnylu
  • E – EDMONTON (Canada, America) - December 29, 2014 through January 18, 2015 – Zibaldone culinario
  • F – FORTALEZA (Brasil, America) - January 19 through February 8, 2015 – Torte e dintorni 
  • G – GUADALAJARA (Mexico, America) – February 9 through March 1, 2015 – Tortadirose
  • H – HANOI (Vietnam, Asia) – March 2 through March 22, 2015 – Les madeleines di Proust
  • I – CAIRO (Egypt, Africa) [In Italian, the city is called IL CAIRO] - March 23 through April 12, 2015 – Crumpets & Co.
  • J – JUAN CARLOS BASE (Shetland Islands, Antarctica) - April 13 through May 3, 2015 – Briggis’ home
  • K – KYOTO (Japan, Asia) – May 4 through May 24, 2015 – Nato sotto il cavolo
  • L – LUCERNA (Switzerland, Europe) – May 25 through June 14, 2015 – Kopiaste
  • M – MINNEAPOLIS (USA, America) – June 15 through July 5, 2015 – Briciole
  • N – NAIROBI (Kenya, Africa) – July 6 throuh July 26, 2015 – La cucina di qb 
  • O – ODESSA (Ukraine, Europe) – July 27 through August 16, 2015 – BigShade
  • P – PORT MORESBY (Papua New Guinea, Oceania) – August 17 through September 6, 1015 – Kitchen in the city
  • Q – QUITO (Ecuador, America) – September 7 through September 27, 2015 – Ricette di cultura
  • R – RABAT (Morocco, Africa) - September 28 through October 18, 2015 – La melagranata
  • S – SUVA (Fiji, Oceania) - October 19 through November 8, 2015 – Santa Parmigiana
  • T – TUNISI (Tunisia, Africa) - November 9 through November 29, 2015 – Le tenere dolcezze di Resy
  • U – ULAN BATOR (Mongolia, Asia) - November 30 through December 20, 2015 – Un Uomo dal Bagno alla Cucina 
  • V – VOLGOGRAD (Russia, Europa) – December 21, 2015 through January 10, 2016 – Un pezzo della mia Maremma
  • W – WELLINGTON (New Zealand, Oceania) – January 11 through January 31, 2016 – Gata da plar
  • X – XIAN (China, Asia) – February 1 through February 21, 2016 – Un’arbanella di basilico
  • Y – YEREVAN (Armenia, Europa) – February 22 through March 13, 2016 – La cucina di Cristina
  • Z – ZAGABRIA (Croatia, Europa) – March 14 through April 3, 2016 – Burro e zucchero

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Diamo il via all’Abbecedario Culinario Mondiale

By lucia, 2 ottobre 2014

Diamo il via all’Abbecedario Culinario Mondiale

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Torta di mele

…alla mia maniera

Italian apple cake – my way

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Torta di mele

By lucia, 28 settembre 2014

Torta di mele

Un grande classico della cucina italiana - impasto morbido e lievitato -  ma anche un dolce diffuso in tutto il mondo, ogni paese con la sua peculiarità. La mia ricetta della torta di mele, questa la variante allo yogurt, soffice e al sapore di rum e cannella, deriva dalla mia ricetta classica "di famiglia", con il burro, che nel tempo ho via via modificato.

Ingredienti

Preparazione

Tagliare a fette le mele e in una ciotola mescolarle con il rum e la cannella. Tenere da parte a riposare per 5-10 minuti. Preriscaldare il forno a 200 °C. Con le fruste sbattere le uova fino a che diventano spumose, unire lo zucchero e montare bene il composto. Aggiungere la scorza grattugiata di limone, lo yogurt, l'olio, il lievito e infine la farina. Il composto deve risultare morbido e colare bene dalle fruste, quindi aggiungere un pò di latte se necessario. Imburrare uno stampo di circa 26 cm di diametro e versare il composto. Sistemare le fette di mela sopra la torta e spruzzare un pò del rum rimasto nella ciotola. Cuocere per 30-40 minuti. Quando la torta è fredda spolverizzare lo zucchero a velo.

Ingredients
whole eggs - 3
low-fat yogurt - 125 g
caster sugar - 200 g
cake flour -250 g
grated lemon peel - 1
salt - 1 pinch
seed corn oil - 100 gr
baking powder – 17 g
apples  - 2 big
cinnamon powder - 1 tsp
dark rum - 50 g
milk - if necessary
icing sugar - to decorate

Slice the apples and,  in a bowl mix them with rum and cinnamon powder. Set aside to rest for 5-10 minutes. Preheat the oven to 200 ° C. With the whisks, beat the eggs until mixture is foamy, add the sugar and beat the mixture well. Add the grated peel of lemon, yogurt, oil, baking powder and finally the flour. The batter should be smooth and add some milk if necessary. Butter a mold (about 26 cm in diameter) and pour the mixture. Arrange the apple slices on top of the batter and sprinkle some rum exceeding in the bowl. Bake for 30-40 minutes. When the cake is cool, sprinkle with icing sugar.

 I send the recipe to Janine of Cake of the week - Rum is my acquired taste!

 

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Minestra di pasta e ceci

Malfatti pasta and chickpea broth

my contribution to the 22nd edition of Novel Food

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An inspiration from “Il treno del sole” by Renèe Reggiani 

- Entrando in casa sentì il profumo della minestra: pasta e ceci, ma non sedette.  “Saro?” domandò stavolta. Il padre alzò la testa, stupito. “E’ partito” disse. “Perché?”…. Agata crollò sulla sedia e scoppiò in singhiozzi. I gemelli guardarono a bocca aperta. Poi ripresero a mangiare la pasta tenerella e i ceci dolci e grassotti che vi si annidavano… “Quelli ammazzare lo vogliono!” riprese a singhiozzare Agata-

Questo è il momento in cui la famiglia decide di prendere il Treno del sole (lo chiamavano così ed era quello che portava dalla Sicilia al nord) e partire per Torino.

Agatha is the sensitive, intelligent and courageous thirteen-year-old protagonist of this story set in the 60s in Sicily, a difficult land under the control of the mafia. His parents are resigned to misery and  fear that makes them slaves. In the background, the figure of Saro Mancuso, the good friend of the family,  dear as a brother. He is a trade unionist and fights against the abuses of the powerful to improve the conditions of the people. For this reason he will be killed.

- Entering the house she smelled soup: pasta and chickpeas, but she did not sit down. “Saro?” She asked. The father raised his head, amazed. “He’s left” he said. “Why?” …. Agatha collapsed on the chair and burst into tears. The twins staredmouth agape, then went back to eating tender pasta and sweet chickpeas … “They want to kill him!” Agatha sobbed-

At this point, Agatha’s family decides to leave Sicily and migrate to Turin by train, called “Treno del sole”.

Minestra di pasta e ceci

By lucia, 24 settembre 2014

Minestra di pasta e ceci

"Il treno del sole" è il libro che segna l'inizio della mia passione per la lettura. E' un libro per ragazzi che lessi nel periodo delle scuole medie e che mi è rimasto sempre nella memoria. La protagonista è la tredicenne Agata, sensibile, intelligente e coraggiosa che si muove nella Sicilia degli anni ’60, terra difficile, sotto il controllo della mafia. I suoi genitori sono rassegnati alla miseria e alla paura atavica che li rende schiavi. Sullo sfondo, la figura di Saro Mancuso, l'amico buono della famiglia, testimone di nozze del padre di Agata, caro come un fratello. Saro è un sindacalista e si batte contro i soprusi dei potenti del luogo per migliorare le condizioni della sua gente. Per questo verrà ucciso. E' così che la famiglia decide di emigrare al nord, prendendo il Treno del Sole, così lo chiamavano, che li avrebbero portati dalla Sicilia a Torino.

E' da questa storia che ho tratto ispirazione per la nuova edizione di Novel Food, evento culinario/letterario ospitato da Simona del blog Briciole. Un piatto semplice, della tradizione marchigiana, alla mia maniera.

Ingredienti

Preparazione

Mettere a bagno i ceci per una notte in acqua fredda. Il giorno seguente, in una pentola capiente soffriggere il trito di carota, sedano e cipolla nell'olio, aggiungendo il peperoncino fresco. Unire i pomodorini (dopo aver tolto i semi) e insaporire per qualche minuto. Versare i ceci scolati e lavati, che nel frattempo avranno raddoppiato il loro volume, aggiungere la salvia, il sale e coprire con acqua. Cuocere i ceci per circa un'ora. Infine versare la pasta all'uovo nel brodo e terminare la cottura, aggiungendo altra acqua se necessario.


Ingredients
dried chickpeas - 500 g
chopped carrot celery onion - 100 g about
cherry tomatoes - 6-7
fresh sage - 2 chopped leaves
extra virgin olive oil - 4-5 tablespoons
fresh chili pepper - to taste
salt - to taste
short egg pasta (Malfatti) - 100-150 g
water - 1 liter about

Soak the chickpeas in cold water overnight. The following day, in a large pot fry the chopped carrot, celery and onion in oil, add the fresh chilli. Add the cherry tomatoes (after removing the seeds) and cook for few minutes. Pour the drained and washed chickpeas ( in the meantime will have doubled their volume), add the sage, salt and cover with water. Cook for about an hour. Finally pour the pasta and finish cooking in the broth, adding more water if necessary

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Ciambella al caffè e cioccolato

Coffee and chocolate bundt cake

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Ciambella al caffè e cioccolato

By lucia, 19 settembre 2014

Ciambella al caffè e cioccolato

Per gli amanti del caffè, una ciambella che unisce la meraviglia del suo aroma con il cioccolato fondente, alleanza perfetta...cambia un pò il gusto se aggiungiamo anche un cucchiaino di caffè solubile. Questa ricetta è il risultato di svariati tentativi di fare una ciambella al caffè, soffice, leggermente umida come piace a me. Il libro simpatico che mi è stato regalato - In cucina non tutti sanno che...- a proposito del caffè dice:

*Per una migliore conservazione, mettere il caffè in barattoli non trasparenti a chiusura ermetica e conservare in frigo.
*Prima di servirlo, mescolare i caffè direttamente nella caffettiera.
*Quando si prepara il caffè con la moka, riempire l'acqua fino alla valvola e non comprimere la polvere nel filtro.
*Per un caffè dall'aroma più intenso, tenere la fiamma del fuoco bassa, in modo che, salendo lentamente, l'acqua assorba dalla polvere tutto l'aroma.
*Per un aroma particolare, mettere nel filtro anche un pezzettino di cioccolata o di vaniglia.
*Prima di bere il caffè bere un sorso d'acqua: fa bene allo stomaco e predispone il palato.

Ingredienti

Preparazione

In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero a velo, unire e mescolare lo yogurt, l'olio di semi di mais, il caffè, le due farine. Infine aggiungere il lievito e il bicarbonato. Unire poi il cioccolato tritato e mescolare con una spatola. Imburrare uno stampo per ciambella, versare il composto e cuocere in forno a 200°C per 35-40 minuti. Raffreddare e cospargere lo zucchero a velo.

Ingredients
cake flour -150 g
Rice flour - 50 g
whole eggs - 2
icing sugar - 125 g
low-fat yogurt - 125 g
Oil Corn - 75 g
espresso - about 60 g
baking powder - 9 g
baking soda - 1/3 teaspoon
chopped dark chocolate - 50 g

Method
In a bowl beat the eggs with the sugar, combine and mix (in the order) yogurt seed corn oil, coffee, the two flours. Finally add the baking powder and baking soda. Then add the chopped chocolate and stir with a spatula. Grease a bundt pan, pour the mixture and bake in the oven to 200 ° C for 35-40 minutes. Cool and sprinkle with icing sugar.

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