tortadirose

Guacamole – Messico

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Chiudo il viaggio in Messico con un altro classico che si aggiunge alla raccolta dell’Abbecedario Culinario Mondiale (qui potete trovare la raccolta delle ricette), il Guacamole, salsa tipica a base di avocado. Nella ricetta tipica gli ingredienti vengono semplicemente schiacciati o triturati con un mortaio chiamato “molcajate” e la polpa del frutto viene ridotta in poltiglia. La buona riuscita del Guacamole dipende molto dalla qualità dell’avocado. Come già avevo scritto qui, è essenziale utilizzare avocado maturi al punto giusto ma ancora sodi, tenendo presente che l’avocado matura solo dopo la raccolta, quindi è necessario aspettare circa un paio di giorni per avere una polpa matura tale da poter essere facilmente rimossa con un cucchiaio e schiacciata poi con una forchetta. E’ consigliato infatti schiacciare il frutto a mano in modo da avere una consistenza non perfetta, l’uso di un frullatore farebbe inoltre perdere la bellezza del colore verde. L’aggiunta del succo di lime conferisce un sapore intenso, ma viene usato anche per evitare l’ossidazione della polpa di avocado. 

Un trucco per mantenere più a lungo la salsa è quello di una spruzzata extra di lime (o limone) e lasciare in frigo con il nocciolo posto al centro. 

Anche il peperoncino Serrano è tra gli ingredienti tipici del Guacamole, ma si può sostituire con altri peperoncini anche se meno piccanti. Questo “Antojito”, come i messicani chiamano gli antipasti, sono serviti prima di mangiare, di solito accompagnati da tortilla chips o nachos. [fonte]

Guacamole – Messico

By lucia, 1 marzo 2015

Guacamole – Messico

Il Guacamole è una salsa messicana a base di avocado, peperoncino, cipolla e lime e viene mangiata con nachos, triangolini fritti di tortilla di mais e con le molte preparazioni tipiche fatte con le tortillas. E' un antipasto o spuntino gustosissimo ma si può anche stendere su pane tostato e accompagnare a peperoni e melanzane arrostite così da portare in tavola un piatto completo vegetariano. Un ottimo abbinamento è anche quello con salmone affumicato, lattuga o formaggio.

Ingredienti

Preparazione

Tritare la cipolla e grattugiare il pomodoro finemente,  fare lo stesso con le foglie di coriandolo e con il peperoncino. Tagliare a metà l’avocado, togliere il nocciolo, poi estrarre la polpa con un cucchiaio. Schiacciare il frutto con una forchetta, fare una sorta di purea irregolare unendo il succo di lime, unire gli altri ingredienti e aggiustare di sale. Mescolare bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Servire con nachos o tortillas di mais. [fonte]

[video preparazione guacamole]

Ingredients
2 ripe avocados
40 g  chopped onion 
80 g  grated tomato
1 serrano chili
1/2 lime
Cilantro, 5-6 leaves
salt, to taste
1 clove garlic, crushed

Mince the onion and grate the tomatoes finely, mince the coriander leaves and Serrano chili. Halve the avocado, remove the core, then pull out the pulp with a spoon. Crush the pulp with a fork, make a puree mixing the lime juice, add the other ingredients and season with salt. Stir well to mix all the ingredients. Serve with nachos or corn tortillas.

 

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Frollini integrali alle mandorle

 Whole wheat almond shortbread cookies

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Frollini integrali alle mandorle

By lucia, 27 febbraio 2015

Frollini integrali alle mandorle

Negli ultimi tempi si è riaffacciata la mia passione per i biscotti, la cui preparazione avevo in qualche modo accantonato, e ho scoperto, che molto pericolosamente, una volta iniziato fermarsi è davvero difficile. I frollini burrosi poi, creano dipendenza e ho già in mente una lunga lista di varianti.  Dopo i biscotti alle nocciole e al caffè, ho sperimentato questi alla farina di mandorle. Ho ottenuto un'ottima consistenza, croccante quanto basta, un biscotto integrale molto semplice dal sapore caratteristico delle mandorle, ma allo stesso tempo delicato.

Ingredienti

Preparazione

Nella planetaria versare la farina integrale mescolata a quella di mandorle, unire il burro e mescolare fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungere l'uovo, lo zucchero, il sale e il lievito, impastare con la frusta fino a che il composto diventa omogeneo e liscio. Formare una palla e mettere in frigo per una mezz'ora. Stendere la pasta allo spessore di 1/2 cm circa e dare la forma con un tagliapasta. Spennellare i frollini con poco latte e spolverare con zucchero semolato. Cuocere in forno caldo a 190°C per circa 15 minuti.

Ingredients
whole wheat flour - 160 g
almond flour - 80 g
chilled butter, cut into cubes - 100 g
salt - 1 pinch
whole eggs - 1
caster sugar - 40 g (plus extra for dusting)
baking powder - 1/2 tsp
milk - for brushing

Preheat oven to 190°C. In a food-processor pour the whole wheat flour mixed with the almond flour, add the butter and stir until mixture  is crumbly. Add egg, sugar, salt and baking powder, mix with a whisk until the mixture is soft. Form dough into a ball and wrap in plastic wrap and chill for an half hour. Roll out the dough to 1/2 cm thickness  and shape with a cutter. Brush the cookies with milk and sprinkle with caster sugar. Bake for about 15 minutes.

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Chilli – Messico

 Chili con carne

Ho trovato questa ricetta da Karen, lei è messicana e dice che è un piatto molto famoso in Messico, che la lista di questa ricetta è lunga, ci sono tanti ingredienti ma la preparazione è molto semplice.

Non avrei mai pensato però, che fosse così difficile definire in qualche modo le origini di questo piatto. In effetti la questione è, e resta di fatto controversa. Il Chilli (o Chili) originariamente significava fagioli serviti in una salsa di pomodoro piccante. Questa combinazione equilibrata, dal punto di vista nutrizionale, era nota agli antichi cuochi aztechi e maya. Gli storici alimentari generalmente concordano che “chili con carne” è una ricetta americana con radici messicane. Da alcune indagini di giornali storici emerge che la ricetta originale era solo con peperoncino in polvere e carne. Oggi negli Stati Uniti la ricetta di solito è una combinazione di fagioli, salsa e carne macinata. Alcuni dizionari e fonti alimentari sostengono che il Chili con carne sia un piatto caratteristico della cucina Tex-Mex. Ma il termine apparve in stampa solo negli anni ’40, definendo la fusione del cibo contadino del Messico del nord con quello delle fattorie del Texas del sud, mentre abbiamo notizie molto più remote del Chili con carne.

Fonti certe infatti, dicono che nel 1880 le cosiddette Chili Queens, pioniere nella regione nell’utilizzare le loro abilità culinarie per sopravvivere nelle strade del Texas, dominate dagli uomini, già vendevano il cibo messicano nelle piazze di San Antonio. Erano donne messicane che, con i loro brillanti vestiti cominciarono a operare attorno alla Military Plaza, nel mercato messicano più grande degli USA, e in altri luoghi pubblici nel centro di San Antonio. Vendevano una ciotola “di rosso”per una monetina e la fama di Chili con carne cominciò a diffondersi e il piatto presto divenne una grande attrazione turistica.  Alla Fiera Mondiale di Chicago nel 1893, un ciotola di questo cibo era disponibile presso il “San Antonio Chili Stand.”

Military Plaza – San Antonio, Texas

Nel mese di settembre 1937, il Dipartimento della Salute di San Antonio introduce nuove norme sull’igiene richiedendo alle Chili Queens di aderire agli stessi standard di ristoranti coperti. Le Chili Queens non furono capaci di fornire i servizi richiesti, fu così che le regine e la loro cultura del “peperoncino di strada” scomparvero durante la notte.

Juanita e Esperanza Garcia nel loro nuovo caffè al coperto nel mese di settembre 1937. Le Garcia sono state tra le ultime delle Chili Queens a chiudere gli stand a Haymarket Square

D’altra parte, un dizionario messicano definisce il chili come “Un piatto detestabile venduto dal Texas a New York City ed erroneamente descritto come messicano” salvo poi trovare la combinazione degli stessi ingredienti in molti piatti della cucina messicana.

Cosa concludere allora? Sembra abbastanza chiaro che il piatto trovi le sue origini nel patrimonio del cibo e della cultura messicana, esportata poi nel vicino Texas, nei primi anni del 1800 dai migranti messicani i quali, pur dovendosi adattare, portano con sè la loro cucina.  Sicuramente le regine del peperoncino che vendevano il loro cibo da strada nel mercato di San Antonio hanno contribuito e negli anni sono diventate le precorritrici della moderna industria alimentare Tex-Mex.

Chilli – Messico

By lucia, 23 febbraio 2015

Chilli – Messico

Chilli o chili (Chili con carne), è un piatto molto conosciuto in Messico, si tratta di una zuppa fatta con carne macinata, pomodori, spezie e fagioli, ma il protagonista è il peperoncino, usato in grande quantità. Quindi un piatto molto gustoso ma assai piccante, come del resto tutta la cucina messicana. Il peperoncino infatti è il condimento nazionale per eccellenza ed è diventato in Messico quasi un simbolo patriottico, i messicani, oltre ad utilizzarlo nella maggior parte dei piatti, vi si identificano facendo proprie alcune caratteristiche del peperoncino come il suo ardore, il suo coraggio e il suo gusto. Tali virtù sono ritenute essenziali per "essere uomini",  è necessario saper essere come il peperoncino: piccante ma gustoso. In questa ricetta è prevista una quantità notevole di peperoncino, paprika e pepe di cayenna, troppo anche per me che adoro il piccante, ho dovuto perciò diminuire le quantità, ma resta un piatto da provare.

Ingredienti

Preparazione

In un tegame soffriggere l'aglio e la cipolla nell’olio. Quando l'aglio e la cipolla sono rosolati, aggiungere la carne e soffriggere per qualche minuto. Aggiungere i peperoni, il sedano e il pomodoro a dadini, continuare a soffriggere bene. Unire il resto degli ingredienti, esclusi i fagioli. Aggiustare di sapore e coprire la pentola, lasciare sobbollire per circa 1 ora a fuoco basso. Controllare di tanto in tanto per vedere se c’è bisogno di un po' di liquido e nel caso aggiungere un po' d'acqua. Alla fine della cottura aggiungere i fagioli e cuocere a fuoco lento per 10 minuti circa. Servire con patatine e formaggio

[http://www.micocinarapida.com/2012/11/chilli.html
http://www.mexicodesconocido.com.mx/el-chile-hoy-y-siempre.html
http://www.foodtimeline.org/foodmexican.html]

Questa ricetta si aggiunge alla raccolta dell'Abbecedario Culinario Mondiale ideato da Aiù di Trattoria Muvara

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Fiori al caffè con farina di castagne

 Flower coffee cookies with chestnut flour

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Fiori al caffè con farina di castagne

By lucia, 18 febbraio 2015

Fiori al caffè con farina di castagne

Un'altra ricetta pensata per la farina di castagne e termino la scorta in dispensa, questa volta con il caffè espresso e amido di mais che li rende ancora più friabili, molto semplici e anche veloci. Ma così buoni!

Ingredienti

Preparazione

Nella planetaria mescolare la farina di castagne con l'amido di mais, unire tutti gli ingredienti e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Stendere l'impasto sul piano di lavoro e dare la forma di fiore. Cuocere a 190° C per 10-15 minuti.

Ingredients
200 g chestnut flour
100 g cornstarch
salt 1 pinch
1 egg
150 g butter, room temperature
20 g espresso
100 g caster sugar
½ teaspoon baking powder

In a mixer pour the chestnut flour and cornstarch and combine, add all ingredients and mix until the mixture is soft and uniform. Roll out the dough on the work surface and cut out your flower shape. Bake at 190 ° C for 10-15 minutes.

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Sopa Fría de Aguacate – Messico

Zuppa fredda di avocado

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L’avocado è uno dei tanti doni che il Messico ha dato al mondo, ne è il principale produttore e la sua produzione rappresenta oltre il 30% del raccolto mondiale. Il suo sapore, la consistenza e le proprietà nutrizionali da 500 anni conquistano molti paesi e palati di tutto il mondo. Una dimostrazione di questo ci giunge da Martín Fernández de Enciso nella sua Summa de Geografía, pubblicato a Siviglia nel 1519: “lo que hay dentro [del fruto del aguacate] es como mantequilla, tiene un sabor delicioso y deja un gusto tan blando y tan bueno que es maravilloso” – “ciò che è dentro [il frutto dell’avocado] è come il burro, un sapore delizioso e lascia il gusto morbido e così buono che è meraviglioso”.

Ma, questo delizioso frutto è ben noto all’uomo da millenni, come mostra la prova più antica del suo consumo proveniente da una grotta di  Coaxcatlán, Puebla, risalente a 7000-8000 anni.  Le culture precolombiane avevano una buona conoscenza dell’avocado, come si vede nel Codice Fiorentino (l’ultima redazione, l’unica bilingue – spagnolo e nahuatl – della Historia universal de las cosas de Nueva España, scritta da fra’ Bernardino de Sahagún), dove sono menzionati tre tipi principali, corrispondenti alle tre principali specie primitive di questa pianta: messicana, guatemalteca e delle Antille.

La sua straordinaria versatilità culinaria, insieme al suo gusto e consistenza particolare e non ultimo il colore, fa si che questo frutto possa essere gustato semplicemente sul pane caldo con un pizzico di sale, per accompagnare quesadillas, tacos o in zuppe, stufati a base di salsa di avocado e, naturalmente, guacamole, simbolo internazionale del Messico.

E’ molto comune vedere stati come Michoacán che hanno alberi di avocado per il consumo familiare, o anche alcuni frutteti i cui frutti vengono venduti  direttamente nelle case o al mercato locale. Il Messico è il più grande produttore al mondo e lo stato di Michoacán è il principale produttore con oltre l’80% del raccolto nazionale. Una parte importante della raccolta nazionale di avocado viene esportato. [fonte]

Sopa Fría de Aguacate – Messico

By lucia, 14 febbraio 2015

Sopa Fría de Aguacate – Messico

Una sorprendente zuppa fredda di avocado, dal sapore particolarissimo, il frutto più importante e caratteristico del Messico, detto anche "oro verde" per la sua grande produzione ed esportazione. Con l'immancabile peperoncino, cipolla, succo di lime e panna fresca possiamo preparare una zuppa veloce e gustosa, ricordando che l'avocado matura solo dopo la raccolta, e che per preparare la salsa o il guacamole è necessario aspettare circa un paio di giorni per avere una polpa matura tale da poter essere facilmente rimossa con un cucchiaio e schiacciata poi con una forchetta.

Ingredienti

Preparazione

Unire la metà dei peperoncini serrano, l'avocado e metà della cipolla in un robot da cucina, frullare tutto  fino a quando si forma una crema liscia. Aggiungere il brodo (io ne ho utilizzato molto meno di quello previsto e ho ottenuto una zuppa cremosa), la panna e il succo di lime, frullare fino ad ottenere una purea molto liscia. Versare attraverso un colino in una ciotola e condire con sale e pepe. Coprire e conservare in frigorifero per almeno 2 ore.  Al momento di servire versare la zuppa nelle ciotole e decorare la superficie con il pomodoro tritato e i rimanenti peperoncini e cipolla tritati. [fonte]

Chilled avocado soup

Ingredients
4 serrano chiles, stemmed, seeded, and finely chopped
2 large ripe avocados, pitted, peeled, and roughly chopped
1 medium white onion, finely chopped
6 cups chicken stock
1 cup heavy cream
⅓ cup fresh lime juice
salt and freshly ground black pepper, to taste
2 plum tomatoes, cored, seeded, and finely chopped

Combine half the serrano chiles, the avocados, and half the onion in a food processor, and process until a smooth paste forms. Add stock (I've used less than that required and I got a creamy soup), cream, and lime juice, and puree until very smooth. Pour through a fine strainer into a bowl and season with salt and pepper.  Cover and refrigerate until chilled, at least 2 hours.  To serve, divide soup among serving bowls and top with a spoonful of each remaining chopped chiles and onion, along with the chopped tomatoes.

 

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Conchas {Pan dulce Mexicano} ¡Bienvenidos a México!

 ¡Vamos a descubrir la comida mexicana!

 E siamo alla settima tappa dell’Abbecedario Culinario Mondiale, come Guadalajara, capitale dello stato di Jalisco, uno degli stati uniti della Repubblica del Messico. Da oggi per 3 settimane siete invitati a viaggiare con noi per sperimentare e conoscere la cucina messicana. Qui le regole per partecipare.  

Il territorio dello stato di Jalisco, nel periodo pre-ispanico, era abitato da diversi gruppi etnici, all’arrivo degli spagnoli gli abitanti del Messico nord-occidentale si sottomisero pacificamente alle autorità della corona spagnola. Per ottenere la conquista di questa regione diverse spedizioni sono state effettuate durante il primo terzo del XVI secolo, si spostano in queste terre Cristóbal de Olid (1521), Alonso de Avalos (1521), Juan Alvarez Chico (1521), Gonzalo de Sandoval (1522), Francisco Cortes de San Buenaventura (1524), e Nuño Beltrán de Guzmán (1530) accompagnato da Pedro Almíndez Chirinos e Cristobal de Oñate. Fu fondato così il regno della Nuova Galizia e successivamente, dopo spostamenti di sede della città, il 5 febbraio 1542, Cristóbal de Oñate, nominò i membri del nuovo consiglio per governare i destini della città nuova, e finalmente il 14 febbraio, 1542, la città fu fondata nel luogo in cui si trova attualmente. Il nome fu dato in onore della città spagnola di Guadalajara, paese natale di Guzmán.

I conquistadores spagnoli portarono in America le tradizioni europee e imposero una nuova religione. Da questa violenta fusione sorse la Nuova Spagna, una cultura meticcia. Tre secoli più tardi, ispirato alle idee rivoluzionarie che avevano pervaso la Francia, il sacerdote Miguel Hidalgo diede inizio a una guerra che sarebbe durata 11 anni (1810-1821) e che avrebbe portato il Messico all’indipendenza dalla Spagna.

Il Palacio Nacional, eretto dal conquistatore Hernán  Cortés nel 1524, è oggi la sede del Presidente della Repubblica che tutti gli anni, nella ricorrenza dell’ indipendenza dalla dominazione spagnola, si affaccia dal balcone e lancia il famoso grido “¡Que Viva Mexico!  Proprio sopra il balcone è posta la campana che il 16 settembre 1810 fu utilizzata dal sacerdote Miguel Hidalgo per dare simbolicamente il segnale d’inizio della rivolta, che iniziata come rivalsa contro l’ingiusto sfruttamento dei grandi proprietari terrieri terminerà nel 1821 con la piena indipendenza dalla casa madre spagnola. [fonte]

  {Runner del Laboratorio di Patrizia, tessuto a tela con pietre fatte a mano inserite durante la lavorazione}

Conchas {Pan dulce Mexicano} ¡Bienvenidos a México!

By lucia, 9 febbraio 2015

Conchas {Pan dulce Mexicano}      ¡Bienvenidos a México!

La "concha" è uno dei pani messicani più tradizionali e celebri ed è molto diffuso in negozi o panetterie del paese, prende il nome dalla copertura a forma di conchiglia che viene messa sopra al pane. Infatti la parola "concha" significa letteralmente "conchiglia" ma più in generale descrive il guscio che protegge molti corpi dei frutti di mare. E' un pane dolce lievitato morbido all'interno, come una brioche, e croccante fuori, ciò è dato dallo zucchero e la diversa consistenza della pasta della copertura. Il guscio è fatto con una sorta di pasta frolla, incisa per dare le sembianze di una conchiglia, in Messico oggi si trova anche un tagliapasta a forma di conchiglia che facilita la preparazione. Le incisioni si fanno  prima della fase di lievitazione, in questo modo la "concha" si spacca formando delle fessure.  I messicani, fin dai tempi pre-ispanici hanno sperimentato alcuni tipi di dolce, ma con l'introduzione della farina di grano da parte dei coloni spagnoli, che hanno insegnato agli indigeni a fare il pane, la "panadería" messicana ha iniziato a produrre una ricca varietà di forme. Oggi il Messico è un paese di grande tradizione di panificazione, secondo gli studi di settore ci sono circa 2.500 varietà di pane e questo fa si che il Messico  sia tra i primi al mondo per la ricchezza di forme e sapori.[fonte]

Ingredienti

Preparazione

Fase 1 - Preparazione lievitino
In una ciotola profonda sciogliere il lievito di birra con l’acqua, unire la farina lo zucchero e un uovo. Coprire con pellicola e lasciare riposare in un luogo caldo e buio per mezz'ora o fino a quando il volume è aumentato e si sono formate le bolle. Tenere da parte.
Fase 2 - impasto
Mescolare la farina con lo zucchero, il sale e la vaniglia, poi aggiungere il latte e l’uovo, lentamente incorporare il burro fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Coprire con un panno e lasciare riposare fino a quando il lievitino è pronto.
Integrare  l’impasto al lievitino, in questa fase potrebbe essere necessario aggiungere un po' di farina se l’impasto è troppo  morbido. La sua consistenza dovrebbe essere simile a una pasta brioche. Impastare per 10 minuti e lasciare riposare fino al raddoppio di volume.
Fase 3 – conchiglia
Mentre l'impasto raddoppia di volume, mescolare tutti gli ingredienti della copertura in una ciotola, fino ad ottenere una pasta elastica. Dividere a metà l’impasto, in una metà della pasta aggiungere la polvere di cacao e mescolare. Coprire e tenere in frigo  fino all’uso dei gusci.


Fase 4 - Costruzione delle conchas
Quando la pasta avrà raddoppiato di volume, sgonfiare delicatamente impastando un paio di minuti.
Dividere l’ impasto in 8 palline del peso di 40 grammi, rotolare sul piano di lavoro e dare una forma semicircolare, appiattendo lievemente con il palmo della mano delicatamente. Sistemare le conchiglie sulla teglia, tenendole  separate circa cinque centimetri l'una dall'altra.
Prendere la pasta di copertura e dividerla  in otto parti, stendere in otto dischi  poco più piccoli del panino e coprire la superficie delle conchas. Fare una leggera pressione per far aderire bene la copertura. Spennellare la superficie delle conchiglie con l'uovo leggermente sbattuto. Fare delle incisioni con un coltello affilato creando la forma di una conchiglia o altre forme a piacere.  Far lievitare i pani fino al raddoppio di volume, circa 20-30 minuti. Cuocere in forno preriscaldato a 180 ° C per 20 minuti.

Note: ho dimezzato le quantità e ho fatto 8 panini più piccoli, ho praticato le incisioni della conchiglia con un coltello di ceramica appuntito.

Qui la parte 1 e parte 2 del video della preparazione di Lorena

Dall'idea di Aiù di Trattoria Muvara, per l'Abbecedario Culinario Mondiale sarò io a raccogliere tutte le vostre ricette messicane. Lasciate pure il link nella sezione dei commenti.

Marta  Guacamole
Resy  Albóndigas mexicanas en salsa de chile
Terry  Guacamole
Rosa Maria  Cocada
Carla Emilia  Orata della Pasqua messicana
Resy   Buñuelos de rodilla     
Alejandro
   Frijoles refritos
Elena   Salsa chili
Elena  Chili vegetariano - fagioli in salsa chili e  Tortilla Chips
Elena  Guacamole
Tamara  Pan de muerto
Elena  Frijoles refritos
Carla Emilia  Burritos
Resy   Bizcotelas de Sinaloa
Eloisa (Elastic woman)  Chiles rellenos de carne
Eloisa  Tortillas de maíz
Sabrina  Budìn de chocolate
Morena   Chocolate caliente mexicano
Eloisa  Guacamole y totopos
Resy  Tortitas de Santa Clara
Eloisa Salsa di aguacate
Terry    Camarones a la veracruzana
Paola Albondigas en chipotle
Paola  Sopa de lentejas
Cinzia  Tequila Puerto Vallarta
Lucia  Sopa fria de aguacate
Lucia  Chilli
Lynne   Sopaipillas
Terry  Frijoles negros con epazote y chorizo
Lynne  Michelada
Eloisa  Enchiladas de pollo y queso
Eloisa Quesadillas de pollo
Carla Emilia Chiles en nogada
Brii   Mole poblano de Guajolote
Brii  Empanadas
Monia   Empanadas ripiene di frutta
Paola   Camarones en salsa verde
Lynne  Cafè de olla
Lucia  Guacamole
Simona  Crema di fagioli messicana
Cinzia  Tortilla chips e guacamole
Resy  Pastel de tres leche
Terry   Tortillas di mais - Tortillas di frumento - Quesadillas di pollo e avocado-Sincronizadas prosciutto e formaggio
Alessandra  Arachidi fritte
Marta   Minilla de pescado
Patrizia   Carabineros
Patrizia  Mexican salsa salad
Patrizia  Tortillas ripiene
Manuela  Burritos di pollo e peperoni - Salsa Enchilada messicana -  Frijoles Charros
Anisja Flan napolitano
Alejandro Flautas de pollo
Brii  Mole verde

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Biscotti alle nocciole con farina di castagne

Hazelnut and chestnut flour cookies

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Biscotti alle nocciole con farina di castagne

By lucia, 5 febbraio 2015

Biscotti alle nocciole con farina di castagne

Succede che nella dispensa abbiamo tanti ingredienti che aspettano di essere utilizzati, farina di castagne e farina di riso, nocciole...l'impasto è un pò troppo sodo ed è così che aggiungo un po' di yogurt. Succede che nascono nuove ricette. Il risultato di questi biscotti è ottimo, si preparano velocemente, si gustano con il tè o caffè.

Ingredienti

Preparazione

 

Nella planetaria versare le 2 farine, unire il burro e mescolare. Aggiungere l'uovo e lo zucchero e mescolare, poi unire il sale, il lievito e lo yogurt. Amalgamare il tutto, fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio, infine aggiungere le nocciole tritate. Rovesciare il composto sulla spianatoia e impastare a mano per amalgamare le nocciole. Formare due cilindri del diametro di 5 cm circa e metterli a riposare in frigo per almeno 30 minuti. Preriscaldare il forno a 200° C. Tagliare il cilindro a fette, disporre sulla teglia e cuocere per circa 10-12 minuti.

Ingredients
chestnut flour - 150 gr
rice flour - 150 gr
butter at room temperature - 110 gr
salt - 1 pinch
caster sugar - 180 gr
low-fat yogurt - 2 tsp
baking powder - 1 tsp
choppped hazelnuts - 50 gr

In a mixer pour the two flours, add the butter and mix. Add egg and sugar and stir, then add the salt, baking powder and yogurt. Mix well until dough is smooth and uniform, then add the chopped hazelnuts. Pour the mixture on a pastry board and knead by hand to combine the hazelnuts. Form two cylinders 5 cm in diameter and place in the fridge for at least 30 minutes. Preheat the oven to 200 ° C. Cut the cylinder into slices, place on baking sheet and bake for about 10-12 minutes.

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Feijoada – Brasile

Feijoada – Brasile

By lucia, 1 febbraio 2015

Feijoada – Brasile

Una zuppa di fagioli neri e carne di maiale per la nostra ambasciatrice Rosa Maria che ospita la tappa del Brasile. La feijoada è il piatto più tipico di tutto il Paese, considerato piatto nazionale e particolarmente diffuso a Rio de Janeiro, trae le sue origini nel cibo preparato dagli schiavi coloniali nei distretti minerari del Brasile, nelle sue piantagioni di caffè e di canna da zucchero. La leggenda racconta che di solito il cibo che veniva dato agli schiavi si limitava a riso e fagioli, e alcune volte, magari per celebrare una festa, agli schiavi venivano dati tagli di carne di maiale meno appetibili (come pelle, muso, orecchie, piedi, pancia) da aggiungere alla loro dieta normale. Gli schiavi aggiungevano queste proteine animali ai fagioli che di solito mangiavano senza nulla, ed è così che la feijoada è nata. Il piatto fu portato poi nelle cucine delle case delle piantagioni, reso più elaborata ed elegante, e nel 19 ° secolo divenne introdotta nei ristoranti di Rio de Janeiro. Da lì è stato adottato a livello nazionale e ha raggiunto è lo status di icona. Secondo gli storici della cucina brasiliana però, tutto ciò sarebbe una leggenda metropolitana. Carlos Augusto Ditadi, storico presso i National Archives di Rio de Janeiro e Luís da Câmara Cascudo, autore di História da Alimentação no Brasil (La storia del cibo in Brasile), sostengono che le origini feijoada non sono nemmeno brasiliane. La feijoada risale allo stufato di maiale e fagioli del Sud Europa, in particolare quello del Portogallo. Ciò che questi piatti europei e la feijoada hanno in comune è il modo di cucinare i tagli meno nobili di carne di maiale in un sostanzioso stufato di fagioli. Un recente studio della storia della feijoada afferma che c'è una relazione particolarmente stretta con gli stufati delle regioni portoghesi di Extremadura, Trás-os-Montes e Alto Douro.

Ingredienti

Preparazione

Mettere i fagioli a bagno per una notte in acqua. Il mattino dopo scolarli e cuocerli nella pentola a pressione per 20 minuti con 2 foglie di alloro. Soffriggere la cipolla, l'aglio e la carne nell’olio d'oliva. Aggiungere il peperoncino tritato e i fagioli lessati e coprire con il brodo, unire il sale e cuocere ancora per circa 1 ora, o fino a quando la carne è tenera e si è formata una zuppa densa. Servire con arance tagliate a pezzi e a piacere riso bianco.

fonti: http://flavorsofbrazil.blogspot.it/2010/03/origins-of-feijoada-another-urban.html http://receitasdapatthy.wordpress.com/2013/04/13/feijoadabrasileira/

La ricetta va al blog ospitante Torte e dintorni per l'Abbecedario Culinario Mondiale dall'idea di Aiù di Trattoria Muvara

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Lemon cake

Torta al limone con glassa al formaggio e lemon curd

Lemon cake

By lucia, 29 gennaio 2015

Lemon cake

Ecco un modo fantastico per utilizzare la lemon curd, un dolce buonissimo, soffice, umido e limonosissimo. Se poi i limoni sono naturali e profumati come quelli coltivati dalla mia amica Patrizia, allora il risultato è assicurato. La ricetta è sempre tratta da American Bakery, è un dolce molto ricco, non si può negare, la torta ha una farcitura al formaggio cremoso, lemon curd e panna montata, ma direi che ne vale la pena.

Ingredienti

Preparazione

Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare uno stampo da 23 cm di diametro. In una terrina setacciare la farina, il lievito e il sale. In un'altra ciotola mescolare il latticello con la scorza grattugiata e il succo di limone, mettere da parte. Nel contenitore della planetaria (o in una ciotola con le fruste elettriche) lavorare il burro per 3 minuti, quindi unire lo zucchero e continuare a mescolare per 4-5 minuti. Aggiungere le uova e i tuorli, uno alla volta, sbattendo per 30 secondi dopo ogni aggiunta. Versare l'olio e mescolare per incorporarlo, poi versare metà del composto con la farina mescolando per amalgamare tutto. Aggiungere anche metà del latticello con il limone mescolando delicatamente. Alla fine unire le metà restanti dei composti a base di farina e latticello, senza lavorare troppo l'impasto. Versare nello stampo e infornare per circa 35 minuti finché la superficie sarà dorata o finché uno stecchino infilato al centro ne uscirà pulito. Sfornare e raffreddare la torta a temperatura ambiente prima di toglierla dallo stampo.

Nel frattempo preparare la glassa al limone (Whipped Lemon Icing): in una terrina lavorare il formaggio e la lemon curd per 2 minuti fino a ottenere una crema liscia e omogenea. A parte montare ben ferma la panna con l'amido di mais e lo zucchero a velo. Incorporare delicatamente la panna montata alla crema di formaggio, facendo attenzione a non smontare la panna.

Quando la torta sarà fredda, tagliarla a fette o anche a piccoli quadrati e spalmare la glassa distribuendola uniformemente. Guarnire a piacere con fettine di limone.

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Lemon curd #2

 

Lemon curd #2

By lucia, 26 gennaio 2015

Lemon curd #2

Ho provato la ricetta della Lemon curd di Laurel dal suo libro "American Bakery", più semplice nel procedimento rispetto alla prima versione perché non prevede la cottura a bagnomaria e utilizza i soli rossi d'uovo. Oltre ad accompagnare scones o fette di pane tostato nel consueto rito inglese del tè pomeridiano, questa crema al limone è particolarmente buona nella lemon cake, sempre nella versione di American Bakery. I limoni meravigliosi della foto, freschissimi perché raccolti qualche giorno fa, mi sono stati regalati dalla mia amica Patrizia che li coltiva in enormi vasi in maniera assolutamente naturale e hanno un profumo incredibile.

Ingredienti

Preparazione

In una casseruola sbattere insieme i tuorli e lo zucchero con una frusta. Unire il succo di limone, il burro e una presa di sale e far cuocere a fuoco basso, mescolando sempre con la frusta, finché la crema si sarà addensata, per circa 15 minuti. La crema continuerà ad addensarsi mentre si raffredda. Trasferire in un vasetto di vetro e coprire con pellicola alimentare facendolo aderire bene alla superficie della crema in modo che non si formi la pellicina.

Nota: se si invasa la lemon curd subito nei barattoli precedentemente sterilizzati (chiusi e capovolti lasciandoli così fino al raffreddamento) si possono conservare i barattoli in luogo fresco per circa 3 mesi ma una volta aperti, la lemon curd deve essere consumata entro pochi giorni. Questa marmellata, a differenza di quella classica, non si conserva a lungo, è consigliabile quindi prepararne piccole quantità e tenerla in frigo.

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