tortadirose

Scones alla panna con le ciliegie

  Cherry cream scones

Gli scones sono focaccine dolci simili a biscotti o pani veloci che spesso sono tagliati in forme rotonde o tagliati in quarti, poi cotti, a volte su una piastra o al forno. Gli scones possono essere dolci o salati e di solito sono mangiati a colazione, ma sono anche serviti con tè e caffè.

La storia degli scones è iniziata proprio come un pane veloce scozzese. Originariamente fatti con avena e cotti sulla piastra, oggi molto più spesso si preparano con farina e vengono cotti nel forno. Per quanto riguarda l’origine della parola “Skone”, alcuni dicono che derivi dalla parola olandese “schoonbrot”, che letteralmente significa pane bello, mentre altri sostengono che derivi dalla Stone of Destiny (Pietra del Destino), che si trovava a Scone, un villaggio della Scozia centrale, dove i re scozzesi venivano incoronati. Secondo il Dizionario Webster, le focaccine sono nate in Scozia nel primo 1500. Gli scones sono diventati popolari e parte essenziale del rituale del tè in Inghilterra, quando Anna, la Duchessa di Bedford (1788 – 1861), un tardo pomeriggio, ordinò ai servi di portare il tè e alcuni pani dolci che comprendevano tali focaccine. La Duchessa fu così deliziata, che le ordinò ogni pomeriggio. Da quel momento l”Afternoon Tea Time” (precisamente alle 4) è diventata una tradizione inglese e in Gran Bretagna, sono ancora servite tutti i giorni con la crema tradizionale (clotted cream).

Afternoon Tea (perché viene preso nel tardo pomeriggio) è anche chiamato “low tea” perché in passato veniva preso in un salotto o in una stanza dove erano collocati tavolini bassi vicino ai divani o sedie.

Ci sono tre tipi fondamentali di Afternoon Tea o Low Tea:
Cream Tea – dove si servono tè, scones, marmellata e crema
Light Tea - dove si servono tè, scones e dolcetti
Full Tea - dove si servono tè, salati, scones, dolcetti e dessert

In Inghilterra, l’ora tradizionale del tè era alle 4 o alle 5 ma la maggior parte delle sale da tè oggi servono il tè dalle 3 alle 5. Il menu è cambiato, da tè, pane, burro e dolci, si includono tre portate particolari serviti in questo ordine:
Savories (salati) – con piccoli panini o aperitivi
Scones - serviti con marmellata e Clotted Cream
Pastries (pasticceria) – con torte, biscotti, pasta frolla e dolcetti
[fonti:1 - 2]

Bolo de arroz

Torta di riso

Bolo de arroz

By lucia, 19 luglio 2014

Bolo de arroz

Un dolcetto classico, grande ambasciatore della cultura portoghese, con farina di riso e profumato al limone. Ha la caratteristica forma cilindrica ed è avvolto dalla carta oleata con la scritta “Bolo de Arroz” con la quale viene normalmente cotto. Io ho riprodotto la fascia decorativa su carta (l’idea è di Helen), ho tagliato le fascette e le ho avvolte però dopo la cottura, visto che si tratta di normale carta. L’uso della farina di riso rende questo dolce morbido, spugnoso e deliziosamente umido al limone. Quando sono cotti si spolverano con zucchero a velo oppure si può cospargere il bolo di zucchero semolato prima della cottura.

Ingredienti

Preparazione

Sbattere il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Quindi aggiungere le uova, una alla volta, mescolando continuamente. Aggiungere la scorza e il succo di limone e il latte e mescolare. Infine incorporare gradualmente le farine setacciate, un pizzico di sale, il bicarbonato e il lievito. Preriscaldare il forno a 180 º. Preparare gli stampi: tagliare dei quadrati con la carta da forno e foderare degli stampini cilindrici, la carta dovrà essere qualche centimetro più alta dello stampo in modo da non far fuoriuscire l’impasto durante la cottura. Diversamente, se non si vuole dare la forma tipica, si possono usare dei normali pirottini per muffins. Versare l’impasto negli stampini preparati e cuocere in forno per 35-40 minuti. Controllare la cottura perché il tempo dipende da quanto è grande il dolcetto, in ogni caso quando sono dorati fare la prova stecchino. Togliere dal forno, lasciare riposare su una gratella e cospargere con zucchero a velo. [fonte]

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Eton mess

…ovvero un “pasticcio” delizioso di fragole, panna montata e meringa

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Eton mess

By lucia, 14 luglio 2014

Eton mess

Questo velocissimo dessert (le meringhe si possono acquistare pronte, diversamente servirebbe più tempo per la preparazione) è un classico estivo della cucina britannica e dà il suo meglio quando i frutti sono perfettamente maturi. Abitualmente viene preparato con panna montata, meringa e fragole, ma è possibile utilizzare altri frutti come lamponi, banane e ananas, e in inverno le more. E’ un dolce tradizionalmente servito a Eton College, nel Berkshire in Inghilterra, il 4 giugno in occasione del torneo annuale di cricket tra gli studenti di Eton e quelli di Winchester e Harrow. Come molte vecchie scuole in Gran Bretagna, la partita di cricket è un importante evento sociale e sportivo ed è tradizione servire Eton Mess ai giocatori e agli spettatori presenti alla partita.

Mentre Eton College fu aperto nel 1440, con la sua cappella costruita durante il regno di Enrico VI, il “pasticcio” Eton è invenzione molto più recente. Il nome fu usato nel 1930 quando fu venduto nello  School Tuck Shop (negozio di dolciumi della scuola) conosciuto affettuosamente dagli Etonians come il “sock shop”. Si pensa però che il dolce sia un po’ più vecchio, documenti attestano un dessert di questo genere nel 19° secolo, anche se si pensa che le meringhe siano state aggiunte in seguito.

Il dolce Eton mess ha avuto vari effetti sulla cultura britannica. In primo luogo perché molti ufficiali sono stati educati ad Eton College, la sala da pranzo degli ufficiali in molti complessi militari è stata conosciuta come “mess” (letteralmente "disordine" ma anche "mensa"). In secondo luogo, anche molti politici sono stati educati ad Eton e, loro errori, confusioni o disordini, dagli altri sono stati definiti come “Eton mess”.
[fonte]

Ingredienti

Preparazione

Rompere le meringhe in pezzi della stessa dimensione delle fragole. In una grande ciotola, montare la panna, unire le fragole tagliate in quarti e mescolare delicatamente.

Per la salsa, frullare 100 gr di fragole con il succo di limone e lo zucchero poi filtrare attraverso un setaccio in una ciotola (se non avete un frullatore, schiacciarle con una forchetta prima di mescolare il succo di limone e zucchero).

Per servire, mettere un generoso cucchiaio del composto di meringa e panna nelle ciotole o piattini, poi versare un cucchiaio di salsa su ogni porzione.

Ingredients
6 medium meringues
300 ml double cream
400 g ripe strawberries, hulled and quartered

Sauce:
100 g strawberries hulled and quartered
1 tbsp caster sugar
Juice of ½ lemon

Serve 4 - Preparation time 10 mins

Break the meringues into pieces about the same size as the strawberries. In a large bowl, whip the cream until it forms soft peaks, then gently fold in the 400 g quartered strawberries and meringue pieces.

To make the sauce, purée the 100 g strawberries in a blender with the sugar and lemon juice then strain through a sieve into a bowl (if you don’t have a blender, mash them with a fork before mixing in the sugar and lemon juice).

To serve, place a generous scoop of the meringue and cream mixture in 4 separate dishes, then pour a spoonful of sauce on top of each serving.

La ricetta va a Terry del blog Crumpets&Co, e come sempre ringrazio le ideatrici e le organizzatrici dell'evento

Kalyn di Kalyn's kitchen - Haalo di Cook almost anything - Brii di Briggishome

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Meringa

Meringa

By lucia, 11 luglio 2014

Meringa

La meringa è una preparazione dolce a base di albume d'uovo e zucchero (a velo o semolato), leggerissima e friabile, si presta a svariate ricette. La storia inizia in Svizzera intorno al 1700 e la sua invenzione è attribuita al pasticciere Gasparini, mentre il nome deriverebbe dalla città di Meiringen. Come spesso è successo però, le origini e l'attribuzione di paternità di molti piatti famosi sono state dibattute e così anche in questo caso. Infatti la preparazione della meringa appare anche nel 1600 in Inghilterra e alla fine del '700 in un libro di cucina francese. Ci sono tre tecniche per preparare la meringa: alla francese - si mescolano gli ingredienti a freddo, all'italiana - lo zucchero viene scaldato fino ad ottenere uno sciroppo che viene unito agli albumi, alla svizzera - gli albumi vengono uniti allo zucchero poi scaldati sul fuoco a bagnomaria. La meringa giapponese inoltre prevede l'aggiunta di farina di mandorle. Il segreto per ottenere una buona meringa che si scioglie in bocca è montare a neve molto ferma gli albumi, questi devono risultare molto compatti e lucidi, e aggiungere lo zucchero facendolo cadere da un setaccio. L'aggiunta di alcune gocce di limone ha un effetto imbiancante e aiuta ad eliminare il tipico odore di uovo. Altro importantissimo fattore di riuscita è la temperatura del forno che non deve superare mai i 110°C, perché la meringa non deve cuocere ma asciugare in forno. Dunque è importante che nel forno non si generi umidità, e alcuni lasciano una fessura aperta nello sportello in modo da far uscire il vapore. Per le piccole o medie meringhe è sufficiente un tempo di cottura di 70-90 minuti, mentre per una meringa grande il tempo si prolunga.
[fonte: In cucina non tutti sanno che...ed.EFI - la ricetta è tratta e adattata da Sale&Pepe]

Ingredienti

Preparazione

Montare gli albumi, quando sono spumosi ma ancora trasparenti aggiungere lo zucchero poco alla volta con le fruste sempre in funzione. Mescolare l’ultimo cucchiaio di zucchero con il cremor tartaro e l’amido di mais, setacciare il tutto sulla meringa e montare finché il composto risulta traslucido e molto sodo.

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Insalata di ceci con vinaigrette al miele e lime

Chickpea Salad with Honey Lime Vinaigrette

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Insalata di ceci con vinaigrette al miele e lime

By lucia, 8 luglio 2014

Insalata di ceci con vinaigrette al miele e lime

Come dice Jessica, non lo so perché è così buona, o forse si, perché l’abbinamento di tutti gli ingredienti è semplicemente riuscito e armonioso. La vinaigrette poi, con il dolce del miele e l’aspro e la freschezza del succo di lime dà un tocco speciale. Un piatto completo e veloce, ma vi assicuro, pieno di gusto!

Ingredienti

Preparazione

In una ciotola mescolare insieme i ceci, le cipolle (solo la parte verde), il mais, i pomodorini tagliati, il basilico e l’erba cipollina tritati. Condire con il sale e il pepe. In una piccola casseruola mettere l'olio, l’aceto, il miele, l’aglio tritato, il succo di lime. Scaldare la vinaigrette a fuoco basso e mescolare per qualche minuto.

Versare il liquido sopra i ceci e mescolare bene. Coprire con pellicola e mettere in frigo per almeno 30 minuti prima di servire.

English version

As Jessica says, I don't know why it is so good, or yes, maybe, because the combination of all the ingredients is simply successful and delicious. The vinaigrette then, with the sweet honey and sour and fresh lime juice gives it a special flavor.

Ingredients
400 grams chickpeas (2 cans drained and rinsed)
2 green onions
100 g boiled corn
200 grams cherry tomatoes
5-6 fresh basil leaves, chopped
2 tablespoons fresh chives
salt and pepper to taste
3 tablespoons extravirgin olive oil
2 tablespoons red wine vinegar
1 tablespoons honey
3 cloves of garlic, minced
1 lime, juiced

Method
In a bowl combine the chickpeas, green onions, corn, chopped tomatoes, chopped basil and chives. Season with salt and pepper. In a small saucepan pour the olive oil, vinegar, honey, garlic, lime juice.  Heat over low heat and whisk until the mixture is warm.

Pour the liquid over the chickpeas and toss well to coat. Cover with a piece of plastic wrap and refrigerate for at least 30 minutes before serving.

 La ricetta va a Simona del blog Briciole, come sempre grazie a Kalyn di Kalyn's kitchen, a Haalo di Cook almost anything e alla nostra Brii di Briggishome

I'm blogging a salad recipe and it's on the table in under 30 minutes, so I send it to Katie of Feeding Boys

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Cherry pie

Torta di ciliegie

Lo scopo del guscio di pasta della “pie” era principalmente quello di servire come teglia da forno, e questi gusci erano, in realtà, spesso troppo difficili da mangiare. Per centinaia di anni, è stata l’unica forma di recipiente di cottura utilizzato. Le prime torte, chiamate “coffins” o “coffyns” (la parola significava cestino o scatola) erano torte salate di carne con la crosta alta e sigillata da un coperchio di pasta. Le torte senza coperchi erano conosciute come “traps-trappole”. Queste torte contenevano carne assortita e salse ed erano cotte come in una moderna casseruola, ma la crosta stessa era la padella, e la pasta era dura e immangiabile. Queste croste spesso erano fatte di diversi centimetri di spessore per resistere a molte ore di cottura.

Secondo Janet Clarkson nel suo libro “Pie: A Global History”: “E’ sicuramente improbabile che una risorsa così duramente conquistata fosse semplicemente scartata dopo che i ripieni fossero stati mangiati,  anche nelle grandi case. La crosta non era prevista per signori e signore, ma i benestanti erano obbligati a sfamare i loro servi e nutrire anche i poveri del posto. Non potrebbe questa abbondanza di crosta intrisa di salsa essere distribuita agli sguatteri e agli affamati che chiedono a gran voce fuori dal cancello?

Una “small pie” era conosciuta come un tortino ed una “tart” era una grande e profonda torta aperta (questo è ancora la definizione in Inghilterra). Poiché la pasta era un ingrediente di base nei menu medievali, la sua preparazione veniva data per scontata dalla maggior parte dei primi libri di cucina, le ricette di solito non erano incluse. E’ stato solo dopo il 16° secolo che gli ingredienti della pasta hanno cominciato a comparire nei libri di cucina. Gli storici credono che questo accadde perché cominciarono ad apparire i ricettari per le famiglie in generale e non solo per cuochi professionisti. Un libro di cucina del 1545, che comprende anche qualche considerazione della vita domestica, cucina e feste nel periodo Tudor,  ha una ricetta per una crosta per “tarte”.

Le donne inglesi cuocevano “pies” molto tempo prima che i coloni arrivassero in America. La torta era una specialità inglese che era senza eguali in altre cucine europee. Due primi esempi di pasticci di carne inglesi erano “shepherd’s pie” e “cottage pie”. La torta del pastore è fatta con agnello e verdure, e la cottage pie con carne e verdura. Entrambe sono rivestite con patate.

Nel 1620 i Pellegrini hanno portato con loro in America le ricette preferite di famiglia della torta. I coloni adattarono immediatamente le loro torte agli ingredienti e alle tecniche a loro disposizione nel Nuovo Mondo. In un primo momento, cuocevano al forno delle torte con bacche e frutti consigliati dai nativi americani. Le donne coloniali utilizzavano teglie tonde e stendevano gli ingredienti, sfornando torte poco profonde.

Nel 1700 le donne pioniere spesso servivano le torte ad ogni pasto, cementando così saldamente questo tipo di pasta in un’unica forma nella cultura americana. Con il cibo al centro di incontri e celebrazioni, la torta rapidamente diviene famosa nelle fiere di paese, pic-nic e altri eventi sociali. Come i coloni avanzavano verso l’ovest, si sviluppavano torte regionali americane. Le “Pies” vengono così continuamente adattate al variare delle condizioni e degli ingredienti. [fonte]

Cherry pie

By lucia, 2 luglio 2014

Cherry pie

Ancora una ricetta dall'infallibile American Bakery, la torta più famosa nella cucina americana, che però, in realtà ha origini inglesi. Le ricette di famiglia furono portate nel Nuovo Mondo dai padri Pellegrini e le donne inglesi preparavano le "pies", adattando gli ingredienti e le tecniche a disposizione. Servivano così spesso questa torta ad ogni pasto che riuscirono ad integrare perfettamente questo piatto nella cultura americana, e divenuto tanto famoso da essere oggi considerato un dolce nazionale. L'Apple Pie e tutte le sue varianti, o più semplicemente "l'American Pie", rappresenta le profonde radici di un americano. Qui vedete quella con le ciliegie (l'ho fatta anche con le mele ed entrambe sono buonissime),  sostituendo la farina 00 con quella di Kamut per la crosta.

Ingredienti

Preparazione

Pie Crust - Crosta per pie

Questa è la ricetta base per realizzare le Pies: tutti gli ingredienti devono essere freddi, per evitare che la pasta diventi dura.

Mettere la farina in frigorifero per almeno 30 minuti (anche i pezzetti di burro andrebbero tenuti in freezer per una decina di minuti prima dell'uso). Nel robot setacciare la farina, il sale e lo zucchero, unire il burro e mescolare per ottenere un impasto di consistenza granulosa. Versare il composto in una terrina, aggiungere l'aceto e l'acqua fredda e mescolare in fretta con una forchetta. Trasferire su un piano di lavoro leggermente infarinato e impastare rapidamente per non scaldare la pasta: è il segreto perché diventi friabile e non indurisca. Dividere l'impasto a metà, appiattirlo a forma di disco, avvolgerlo nella pellicola e porre in frigorifero almeno 1 ora (meglio per una notte) prima di stendere la pasta. Preriscaldare il forno a 210°C. Su una superficie leggermente infarinata stendere metà dell'impasto in un disco di 30 cm circa di diametro, con uno spessore di 2-3 mm. Trasferire la pasta in una tortiera del diametro di 22 cm circa, premere bene lasciando un'eccedenza di pasta di circa 1 cm. Ripiegarla in modo che sia allo stesso livello del bordo della tortiera. Formare delle scanalature lungo i bordi o premere con i rebbi di una forchetta. A questo punto Laurel consiglia di mettere la crosta in frigo per 40 minuti, poi in freezer per altri 10 minuti prima di versare la farcia (io non l'ho fatto).

Preparare il ripieno: snocciolare le ciliegie, mescolarle con lo zucchero, una presa di sale, il succo di limone e le spezie, lasciare riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Quindi scolare i frutti e mettere da parte, versare il succo in un pentolino. Unire il burro e cuocere a fuoco medio, facendo bollire per 5 minuti per creare uno sciroppo. Aggiungere le ciliegie e la maizena e mescolare tutto. Trasferire il composto di frutta sulla base di pasta fredda e coprire con il secondo disco di pasta (rimettere in frigo per 30 minuti). Prima di infornarla, spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e spolverizzare con un cucchiaio di zucchero. Effettuare 4 tagli al centro della pasta per fare uscire il vapore. Cuocere al livello più basso del forno per 45-55 minuti. Coprire con un foglio di alluminio se dovesse scurirsi troppo dopo i 30 minuti.

La ricetta va a Viaggiare è un pò come mangiare per l'edizione #440

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whb #439 – Il raccolto/the roundup

Il raccolto di questa settimana/This week roundup

Italian and english edition

There’s always a place for chives in Debra herb garden! So, here is Chive Blossom Fritters + Buttermilk Chive Dressing from her blog Diary of a tomato from USA

Silvia del blog Mi piace e non mi piace, da Genova con una particolare versione del Polpettone di Patate, Fagiolini e Pesto in Sfoglia

Una ricetta a “quattro mani” preparata con la sua amica, Carla Emilia da Genova del blog Un’arbanella di basilico con Funghi ripieni

Anjsia del blog La cucina di Anjsia con una deliziosa salsa da spalmare sui crostini e non solo…Tomaten rosmarin dip

Simona of Briciole from California shares a “perfect” dessert, Strawberry parfait

Roast tomato and red capsicum soup, a colorful and fresh soup by Haalo of Cook almost anything from Melbourne Australia

Carpaccio in insalata di Brii del blog Briggishome dal Lago di Garda, dalla sua nuova e bellissima cucina

Il mio contributo Patate arrosto con cipolle e ciliegini – My entry Roasted potatoes with onion and cherry tomatoes

Grazie a tutti/Thanks to each one!!!

whb #439 – Il raccolto/the roundup

By lucia, 30 giugno 2014

whb #439 – Il raccolto/the roundup

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Patate arrosto con cipolle e ciliegini

Roasted potatoes with onions and cherry tomatoes

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questo è il mio contributo alla raccolta settimanale del Weekend Herb Blogging

Patate arrosto con cipolle e ciliegini

By lucia, 27 giugno 2014

Patate arrosto con cipolle e ciliegini

Questa è stata una settimana un pò particolare, io che di solito sono "organizzata", "programmata" e "razionale", di fronte ad un evento naturale della vita, come gli esami scolastici dei figli, sono andata, come si dice, nel pallone. E mi sono dimenticata completamente che questa settimana ero io la blogger di turno a dover ospitare l'edizione del Weekend Herb Blogging! Capita. Spesso le cose non vanno come vorremmo, non riusciamo a controllare tutto.......Però una ricetta semplice, veloce e molto gustosa sono riuscita a farla, è un pò diversa dalla classica teglia di patate, aglio e rosmarino che siamo soliti fare dalle mie parti. E' perfetta per la nostra raccolta settimanale e sono certa che vi piacerà!

Preparazione

English version

Ingredients: 1 kg potatoes, 2 onions, 300 grams of cherry tomatoes, salt, extra virgin olive oil, water, white wine, oregano.

Cut the potatoes into wedges and slice the onions, cut cherry tomatoes into small pieces. Season with salt and oregano, mix well and bake in the oven to 180° C with some water and white wine.

I send my family recipe to Jacqueline of Tinned tomatoes

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In ritardissimo…whb #439

Questa settimana, non in ritardo…di più! annuncio la raccolta settimanale del WEEKEND HERB BLOGGING!

Ospiterò le ricette sia in italiano che in inglese.

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 Il WHB è una raccolta settimanale di ricette dove sono protagonisti le verdure, la frutta, i fiori, i cereali…nata da un’idea di  Kalyn di Kalyn’s Kitchen nel 2005. Dal novembre 2008 la raccolta dell’edizione inglese è organizzata e coordinata da Haalo di Cook (almost) Anything (potete trovare tutte le raccolte settimanali qui), mentre da novembre 2011 esiste anche una edizione italiana, seguita da Brii (tutte le raccolte settimanali qui). Ogni settimana poi, un blog ospita “il raccolto” e lo condivide in un successivo post ricco di idee e ricette la settimana dopo!

Postate una ricetta con l’ingrediente principale di un’erba, una pianta, un frutto o una verdura (freschi o secchi) oppure una descrizione delle virtù o usi di un’erba, una pianta, un frutto o una verdura. L’idea è di far conoscere ad altri come usare o preparare erbe, piante, fiori, frutta o verdura.

    • L’mportante è che l’ingrediente scelto sia principale; si possono anche fare post informativi su proprietà e/o virtù di un’erba, pianta, frutto o verdura (freschi o secchi) naturalmente potete  anche fare un post combinando le due cose.
    • La ricetta non può partecipare ad altri eventi, se avete la necessità di far partecipare la stessa ricetta a più eventi,  rifare il post appositamente per il WHB, aggiungendo logo e links. Potete anche postare una ricetta vecchia, ma in questo caso, rifare il post aggiungendo logo WHB e links.
    • Se non avete un blog potete partecipare lo stesso, ma è necessario allegare una foto.
    • Postate la ricetta con la scritta WHB#439 e inserite il logo, aggiungete il nome e il link del blog ospitante (in questo caso il mio), il nome e il link dell’organizzatrice italiana Brii di Briggishome, il nome della fondatrice Kalyn di Kalyn’s Kitchen e il nome dell’attuale organizzatrice della versione inglese Haalo di  Cook (almost) anything
    • Spedite il vostro post via mail al mio indirizzo tortadirose.blog@gmail.com  indicando:
    • WHB#439 nell’oggetto
    • il vostro nome
    • la vostra località
    • nome del blog/URL-URL del post
    • una foto della ricetta
    • Avete una settimana per postare, ma la mail deve arrivare entro:

Domenica ore 16.00 (Helsinki)

Domenica ore 18.00 (Roma)

Domenica ore 17.00 (Londra)

Domenica ore 15.00 (Utah) 

Lunedì ore 9.00 (Melbourne)

La raccolta verrà pubblicata lunedì 30 giugno 2014

English version

Sorry… I’m late!!!

I’m glad to host again Weekend Herb Blogging # 439, both Italian and English edition. It’s an event started by Kalyn of Kalyn’s Kitchen and you can find the full history here.  This event has become popular in the years thanks to all bloggers participating with recipes and informative posts about new ways of cooking with herbs or unusual plant ingredients. Since November 2008, Haalo of Cook (almost) Anything  has been managing this weekly event.

Joining is simple and if you are preparing a recipe with vegetable products, then, you can make your contribution! The final “harvest” is always a pleasant discovery of new inviting ideas!!!

The rules:

Post about any herb, fruit, flower, plant or vegetable.

Entries must be written specifically for WHB, no other post-crossed events allowed.

Post must contain the phrase Weekend Herb Blogging, a link to the host of the week (me) and her site, a link to Haalo and Kalyn too.

You can blog anytime in the week but email your post by:
3 pm Sunday – Utah Time
10 pm Sunday – London Time
11 pm Sunday – Rome Time
7 am Monday – Melbourne (Aus) Time

(you can use this converter to find corresponding time in your location)

When your post is blogged, please email me at tortadirose.blog (AT) gmail (DOT) com with WHB #439 in the subject line including the following details:

Your Name
Your Blog Name/URL
Your Post URL
Your Location
Photo (max 100kb)

Recap will be on-line next 30th June

In ritardissimo…whb #439

By lucia, 26 giugno 2014

In ritardissimo…whb #439

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Fasolka-po-bretonsku

Fagioli alla Bretone

dalla Polonia

E siamo arrivati alla fine del lungo viaggio culinario virtuale attraverso gli stati della Comunità Europea, iniziato nel gennaio 2013. Un viaggio che ci ha fatto scoprire la cucina tradizionale, ma anche molto altro, dei 26 paesi dell’Unione. Ultima tappa la Polonia.

L’antico detto “Un ospite in casa, Dio in casa”, ancora oggi fa si che i Polacchi aprano la porta agli estranei ed imbandiscano la tavola con eccezionale cordialità, resta difficile dunque rimanere indifferenti davanti a ciò che hanno da offrire. Per secoli queste terre hanno goduto di influenze italiane e francesi, ma anche più esotiche come quelle tartare, armene, lituane, cosacche, ungheresi ed ebraiche.
Dunque, nella cucina nazionale dei Polacchi troveremo la ricercatezza  giunta qui dalla Senna con il primo monarca elettivo della famiglia Valois, il misterioso fruscio delle foreste lituane, il gusto dolce dei cibi preparati alla luce delle candele del sabato ebraico, il gusto della carne alla tartara, anticamente posta dai minacciosi guerrieri mongoli sotto la sella del cavallo e tritata durante il viaggio.
Una ricchezza inestimabile è rappresentata dalla varietà delle cucine regionali. La Polonia del nord, ricca di laghi, è specializzata in piatti a base di pesce; la sabbiosa, povera Masovia è  divenuta celebre per il “żurek” (un tipo di minestra). Dai  confini orientali sono giunti invece i “pierogi” (tortelli), apprezzati da tutti gli stranieri. La Wielkopolska eccelle per i piatti a base d’anatra, la regione di Suwałki per  la ricchezza di piatti realizzati con le patate, il Podhale  per la “kwaśnica” (minestra di crauti, patate e pancetta) e per il formaggio di pecora affumicato (chiamato “oscypek”). Tutte le cucine hanno attinto ed attingono alle risorse dei meravigliosi boschi, dei campi, prati, fiumi e laghi. “Non esiste la cucina polacca senza farine di cereali, pesci, gamberi, selvaggina e prodotti del bosco“ direbbe un qualsiasi bravo cuoco. Non si può comprendere appieno il gusto delle leccornie delle rive della Vistola, se non si sa che, tuttora, la stragrande maggioranza dei cibi viene preparata in modo naturale, senza additivi chimici, con una cura veramente casalinga. Non sorprende quindi che, tra i maestri della cucina, si mantengano da generazioni delle usanze altrove dimenticate da tempo, come quella di fare dolci con il navone, di preparare il burro di gamberi, di marinare il biancospino selvatico per decorare la selvaggina. Nella cucina tradizionale polacca sono molti gli ingredienti che appaiono esotici e particolari ad uno straniero, come i crauti e i cetrioli in salamoia, le farine di cereali, i funghi essiccati e marinati, il latte acido, la farina d’avena acida. La cucina polacca è davvero una “cucina fatta col cuore”. [fonte]

Fasolka-po-bretonsku

By lucia, 22 giugno 2014

Fasolka-po-bretonsku

Dalla cucina polacca (Kuchnia polska) un gustoso piatto di fagioli alla bretone, stufati con salsiccia e pancetta in salsa di pomodoro, al profumo di maggiorana fresca. Questo piatto ha infatti origini britanniche ed è stato una preparazione molto popolare in Polonia, per decenni.  La ricetta prevede fagioli bianchi secchi da tenere a bagno per 12 ore e poi lessati per circa 1 ora, io ho utilizzato quelli in barattolo già cotti, in questo modo abbiamo un piatto completo in poco tempo, semplice, ma vi assicuro, pieno di gusto.

Ingredienti

Preparazione


Tritare la cipolla, la salsiccia e la pancetta a dadini e far soffriggere tutto in una padella con poco olio. Unire i fagioli e la salsa di pomodoro, cuocere per circa 10 minuti a fuoco basso. Condire con maggiorana, sale e pepe.

La ricetta va ad Anna del blog ospitante Cucina precaria che conclude il nostro viaggio in Polonia per L'Abbecedario Culinario della Comunità Europea, dal progetto creativo di Elo di Trattoria Muvara

La ricetta va alla raccolta di Kris del blog Tutto a occhio, grazie come sempre a Kalyn di Kalyn's kitchen, a Haalo di Cook almost anything e alla nostra Brii di Briggishome

 

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