Ciorba de perisoare – Romania

Minestra con polpettine di carne

Inizia oggi il nostro viaggio attraverso la Romania con “L’Abbecedario Culinario della Comunità Europea, dalla mente creativa di Aiuolik.  Ci ospita il blog La cucina di Cristina fino al  31 marzo 2013, Cristina è romena e quindi chi meglio di lei può raccontarci la Romania? Ma non ce ne vorrà se le nostre preparazioni non saranno perfette! Io comunque ho avuto il piacere di trovare la ricetta della Ciorba de perisoare da un’altra romena, Nicoleta, e ho cercato di realizzare questo piatto più fedelmente possibile  :=)

 La cucina romena molto ricca e molto saporita ha saputo utilizzare a regola d’arte le influenze delle cucine dei vicini, da quella balcanica a quella ungherese e tedesca senza scordarsi delle influenze arrivate via mare dai Paesi lontani. Il menù “standard” romeno è composto da antipasto (che può essere caldo o freddo, a base di verdure, carne e formaggi), primo (vari tipi di minestre), secondo (carne, pesce o pollame) accompagnato da un contorno (garnitura) e insalata o, d’inverno, muraturi (sottaceti), e dolce. Come mi ha scritto Simona di Cuochepercaso, in ogni festa romena non può mancare cozonac (torta o panettone). C’è il cozonac ardelenesc (torta della Transilvania), cozonac baigli (con i semi di papavero) e altri cozonac con noci, semi , sagomato a corona, a treccia…ogni regione ed ogni famiglia aggiunge un ingrediente speciale. E non possono mancare i mititei (piccoli salamini di carne trita) e le sarmale in foi de vita (involtini di carne e riso in foglie di vite).

Le minestre

In Romania sono divise in due categorie: ciorbe (minestre generalmente acide) e supe (zuppe).
Le ciorbe (in alcune zone della Romania sono chiamate anche bors) sono totalmente di verdure (simile al minestrone italiano) o di carne, pesce o pollo. In questa categoria entrano ciorba de perisoare (con polpettine di carne), ciorba de vacuta (con carne bovina e inacidita con panna acida), ciorba de pui (con carne di pollo), ciorba de peste (con pesce) e ciorba de burta (di/con trippa). Alla fine della preparazione si può sbattere sopra un uovo e si inacidiscono con un liquido acido ottenuto dalla fermentazione della crusca o con panna acida. E alla fine si mette una manciata di levistico (pianta aromatica simile al prezzemolo, detto sedano di montagna o prezzemolo dell’amore). Le zuppe sono generalmente senza carne ma fatte con brodo di carne (bovina o pollame) molto simili alla classica minestrina italiana (quindi con pasta dentro, ma anche con carote, cipolla, patate e altre verdure). Immancabile il prezzemolo. Molto particolare è la supa cu galuste (la zuppa con polpette di semolino). Poi ci sono le creme di verdura, di importazione francese.

La festa di “Mărţişor”

 La festa di “Mărţişor” viene celebrata nei Monti Carpazi e nelle zone limitrofe e risale al periodo pre-cristiano. È legata al rito agricolo del nuovo anno, festeggiato per l’appunto in primavera. Le fonti storiche, in seguito ai ritrovamenti archeologici in Romania (l’antica Dacia) che hanno portato alla luce delle collane da donna con pietre dipinte in rosso e bianco, sostengono che il “Mărţişor” risalga a circa 8.000 anni fa. Si suppone che i daci preparassero degli amuleti propiziatori durante l’inverno (detti appunto “Mărţişor”) per essere pronti ad accogliere la nuova stagione. Alcuni amuleti erano realizzati con una moneta d’oro legata ad un filo rosso e bianco intrecciato (a volte anche nero e bianco) e venivano portati dai bambini e delle giovani fanciulle. I daci credevano che i “Mărţişor” portassero la primavera e avessero la forza di far fiorire gli alberi, di conseguenza i “Mărţişor” venivano indossati per più giorni e non soltanto il primo giorno di Marzo.

Molte le leggende che girano attorno al “Mărţişor” e provano a spiegarne il significato. Una di queste racconta che una volta il Sole scese sulla terra trasformandosi in un giovane ragazzo per partecipare ad una “hora” (un ballo tipico romeno) in un villaggio, ma fu rapito e imprigionato dallo “zmeu” cattivo (in Romania è un personaggio mitico). Il suo imprigionamento provocò una grande sofferenza nella natura. Si dice che i fiumi smisero di scorrere, gli uccelli non cantavano più, i bambini non ridevano più. Nessuno sapeva cosa fare fin quando un giovane ragazzo decise di affrontare lo “zmeu” e di liberare il Sole. Il suo viaggio fu lungo (durò 3 stagioni: estate, autunno e inverno) e alla fine riuscì a trovare il castello dello “zmeu” e a sfidarlo. Dopo diversi giorni, il giovane sconfisse lo “zmeu” e con gli ultimi sforzi riuscì a liberare il Sole. Debole e ferito, dopo questa prova, il giovane morì e il suo sangue si mise a scorrere sulla neve bianca. Da qui il legame e il simbolo del filo bianco e rosso intrecciato. Il Sole allora salì in cielo e annunciò l’arrivo della primavera, riempiendo di allegria gli animi delle persone.

Il “Mărţişor” oggi è un ciondolo accompagnato da un filo rosso e bianco intrecciato, che finisce in piccoli fiocchi. Il ciondolo è simbolico e potrebbe rappresentare un fiore (una sorta di bucaneve), un quadrifoglio, una foglia d’albero, un tradizionale spazzacamino o un ferro di cavallo, un cuoricino, animaletti vari (orso, coccinella) o ancora un angelo. Il “Mărţişor” è considerato un amuleto portafortuna. Nonostante il suo valore sia simbolico, spesso il “Mărţişor” che viene regalato alle fidanzate diventa un regalo costoso, in argento o d’oro o con perle, ma deve essere sempre accompagnato dal filo bianco e rosso intrecciato. Il rosso significa l’amore e il sacrificio, mentre il bianco simboleggia la purezza. Dopo la conquista romana il colore rosso rappresentava la guerra mentre il bianco la pace. [fonte qui]

Ciorba de perisoare – Romania

By 11 marzo 2013

Una minestra tradizionale romena, ciorba de perisoare, cioè minestra con polpettine tonde di carne.  Le minestre e le zuppe rappresentano i primi piatti nella cucina romena.
Le minestre si preparano dolci o con sapore acido (con l'aggiunta di panna acida, limone, o bors (liquido acidulo che risulta della fermentazione di crusca di grano o segale), con o senza carne.

  • Prep Time : 15 minutes
  • Cook Time : 60 minutes
  • Yield : 4 persone

Ingredients

Instructions

Grattugiare la carota , tagliare finemente la cipolla e il sedano a cubetti e rosolare tutto con poco olio , per circa 1 minuto. Aggiungere circa 1,5 litri di acqua, unire l’osso da brodo e lasciare bollire per mezz’ora.
Nel frattempo preparare le polpettine: mescolare la carne tritata con una manciata di riso, 1 uovo, 2 cucchiai di cipolla tritata e rosolata con poco olio, unire poi il sale, il pepe e il prezzemolo.  Formare, con le mani bagnate d’acqua, delle piccole polpettine tonde. Trascorso il tempo di cottura del brodo, togliere l'osso e mettere le polpettine di carne nel brodo bollente, aggiungendo anche il peperone, il pomodoro tagliato a cubetti e il concentrato di pomodoro. Cuocere le polpettine per circa 30 minuti, poi, alla fine aggiungere il succo di limone. Spegnere il fuoco, aggiustare di sale e mettere il prezzemolo o il levistico tritato. Se si desidera, sempre alla fine, aggiungere nella minestra un tuorlo sbattuto con 100-150 gr di panna da cucina. Servire la minestra ben calda.

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15 commenti
  1. serenela
    serenela says:

    scusate per il voto ..ho schiacciato male la stellina..si merita um ben 5 stelle..la riccetta e’ giusta in ogni suo particolare…e altretanto appettitosa!!! Complimenti!!

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  2. Cristina
    Cristina says:

    Complimenti !! Un post bellissimo, una ricetta buonissima forse tra le piu’ amate in Romania e un racconto perfetto mi sembrava di essere al ristorante . Grazie anchè per aver parlato di Martisor. Questa festa è condivisa anche con i vicini e amici bulgari. In Bulgaria si chiama Martenitza, sempre un fillo roso e uno bianco.
    Cristina

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    • lucia
      lucia says:

      Grazie Cristina! E’ veramente interessante conoscere più a fondo le usanze e soprattutto il cibo di paesi diversi dal nostro! A presto 🙂

      Rispondi
  3. simona/cuochepercaso/
    simona/cuochepercaso/ says:

    perfetto!!!Devo farti i complimenti per l’esecuzione della ciorba.
    Se posso permettermi devo aggiungere che in ogni festa romena non può mancare cozonac (torta/o panettone).C’è il cozonac ardelenesc(torta della Transilvania),cozonac baigli(con i semi di papavero) e altri cozonac con noci ,semi , sagomato a corona,a treccia.Ogni regione ed ogni famiglia aggiunge un ingrediente speciale.
    E non possono mancare i mititei(piccoli salamini di carne trita),e le sarmale in foi de vita(involtini di carne e riso in foglie di vite)
    Come faccio a conoscere queste cose?marito nato nella Regione di Maramures(nord -ovest vicino al confine Ungherese)

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    • lucia
      lucia says:

      Ti sono grata Simona!!! Faccio subito un aggiornamento al post :), le tue sono proprio informazioni importanti perchè le vivi da vicino! Grazie!!! Un abbraccio

      Rispondi

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