Ciambelline con la sapa

 

Ciambelline con la sapa

By 30 agosto 2017

Ricomincio dalle Marche, la mia regione, la regione “al plurale”. Al plurale perché storicamente la regione era un insieme di territori di confine - “di marca” - del Sacro Romano Impero, rimasti per molto tempo divisi tra loro per poi aggregarsi successivamente in un’unica entità amministrativa. I feudi che gli imperatori assegnavano ai nobili si chiamavano marchesati, dai quali presero il nome la Marca di Fano, la Marca di Camerino, la Marca di Ancona. Il termine “al plurale” dunque rappresenta l’unificazione delle diverse parti amministrative, e si ritrova negli atti ufficiali a partire dal 1815.

Ma è una regione “al plurale” soprattutto per la grande diversità che caratterizza il territorio, dai monti alle colline fino al mare, per le sue popolazioni, ognuna con una differente cultura, tradizione e i tanti dialetti. E non mancano le eccellenze enogastronomiche, ognuna con le proprie peculiarità strettamente legate al territorio.

Una bella pubblicazione a cura della Regione Marche, ci racconta di questo prezioso patrimonio e descrive 150 prodotti tradizionali marchigiani che in questo modo vengono tutelati e valorizzati. Tra questi prodotti c’è anche la Sapa, un tipico e antico condimento, prodotto con mosto d’uva, fatto bollire per molte ore, in media 10-12, fino a ridurre il liquido ad un composto denso. Si ottiene uno sciroppo dolcissimo, di colore variabile che può essere ambrato o rosso-violaceo, con un intenso odore di caramello.

In passato, la sapa veniva utilizzata principalmente in sostituzione dello zucchero che era di difficile reperimento, se ne otteneva anche una bevanda rinfrescante, se ne versava un po’ nell’acqua fresca di pozzo e i contadini si dissetavano durante i faticosi lavori estivi. I bambini, durante le nevicate, prendevano la neve ghiacciata, la pressavano in un bicchiere e la cospargevano di sapa, dopo aver chiesto il permesso alla "vergara" che la custodiva gelosamente. Da qui l'uso del nettare d'uva sul gelato, tradizione che rivive ancora oggi durante la Sagra della sapa che si svolge ogni anno a Rosora, in provincia di Ancona.

La sapa è l'ingrediente fondamentale dei Cavallucci, dolcetti tipici della zona di Staffolo, Cingoli e  Apiro, particolarmente indicato nell'abbinamento con la lonzetta di fico, sulla panna cotta, sulla frutta, con i formaggi stagionati o per condire la polenta. Viene usato per la preparazione di  dolci come ho fatto io per queste ciambelline, dove al posto del vino ho messo la sapa.

  • Prep Time : 10 minutes
  • Cook Time : 15 minutes
  • Yield : 15 ciambelline

Ingredients

Instructions

Preriscaldate il forno a 200° C. Mettete tutti  gli ingredienti in una ciotola, amalgamate fino ad ottenere un impasto morbido e non appiccicoso, se serve aggiungete poca farina. Infarinate il piano di lavoro, formate dei cilindri del diametro di un cm circa, chiudete le ciambelline e passatele nello zucchero da una sola parte, schiacciandole un po’. Cuocete in forno per 15 minuti circa.

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