I maritozzi marchigiani

I maritozzi marchigiani

By 22 ottobre 2014

Oggi vi racconto di un dolce tipico del mio paese, molto comune in tutte le panetterie del luogo.  Anche questa ricetta della tradizione ha però molte varianti, ogni famiglia ha una sua ricetta, probabilmente adattata nel corso del tempo. Si sostiene infatti che il maritozzo non sia un prodotto autoctono delle Marche ma che sia stato importato dalla campagna laziale dove, verso  la fine dell’Ottocento – primi del Novecento, i braccianti marchigiani si recavano a lavorare per dissodare i campi. Si racconta che le donne lo stivavano nelle bisacce di pelle o di stoffa dei braccianti che, lontano da casa per tutto il giorno, dovevano portare con sé l'essenziale per nutrirsi. In seguito, nelle campagne marchigiane, questi dolci venivano consumati  all’imbrunire quando i contadini interrompevano per poco il lavoro nei campi, che sarebbe poi ripreso e concluso alle 23, si sedevano e mangiavano ciambelle e maritozzi preparati dalle donne di casa.

Oggi questa tradizione si è persa e quasi più nessuno si cimenta nel farli in casa, ma un tempo venivano preparati quando, in ogni famiglia si faceva il pane, più o meno ogni settimana. La loro ricetta originale infatti prevede l’utilizzo della pasta di pane lievitata e arricchita con zucchero e uvetta, senza aggiunta di uova, cosicché i maritozzi potevano essere mangiati anche in periodi di vigilia stretta come la Quaresima. Nel corso del tempo, la ricetta ha subito delle trasformazioni, dovute al fatto che il pane non veniva più fatto in casa e, scomparendo la pasta lievitata dalle madie, è stata sostituita dal lievito di birra. Si sono poi aggiunte le uova che danno più sapore e leggerezza all’impasto dei maritozzi. Io ho usato in parti uguali farina 00 e Manitoba, la quantità di uvetta può, a piacimento, essere aumentata.

[Fonti: Ricette, ricordi, racconti – Manuela Di Chiara; La cucina marchigiana, tra storia e folclore – Nicla Mazzara Morresi; Dott.ssa Maria Preziosa Del Papa]

  • Prep Time : 2h 30 min
  • Cook Time : 15 minutes
  • Yield : 16-18

Ingredients

Instructions

Mettere a bagno l’uvetta per circa mezz’ora (in un po’ di latte). Sciogliere il lievito di birra nel latte leggermente tiepido. Nell’impastatrice rompere le uova, aggiungere lo zucchero e mescolare con la frusta per qualche minuto. Unire il latte con il lievito, il burro fuso, il sale, la scorza e il succo di arancia. Amalgamare tutto e unire la farina a pioggia. Impastare a lungo con il gancio fino ad ottenere una pasta morbida, ma ben lavorabile, elastica e liscia. Coprire la pasta e lasciar lievitare fino al raddoppio. Trascorso il tempo necessario, sgonfiare la pasta lavorandola per qualche minuto sulla spianatoia e aggiungere l’uvetta scolata e strizzata. Pesare la pasta e dividerla in pezzi piccoli (circa 60-70 gr l’uno). Con le mani dare la forma di un bastoncino lungo circa 10 cm affusolandone le estremità, disporli sulla teglia, distanziati tra loro, coprirli con un telo leggero e metterli a lievitare una seconda volta. Quando saranno cresciuti, e si saranno attaccati l’uno all’altro, infornare e cuocere a 180° per circa 15 minuti o fino a che saranno quasi scuri. Nel frattempo preparare la glassa mescolando con le fruste elettriche l’albume con lo zucchero. Appena cotti, spennellare i maritozzi con la glassa bianca e rimettere in forno per qualche minuto in modo che la glassa si asciughi e si formi una crosticina chiara.

I maritozzi si conservano più a lungo in una scatola di latta o in un sacchetto di plastica, possono essere anche congelati singolarmente e poi passati in forno direttamente dal congelatore.

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29 commenti
  1. Sabrina
    Sabrina says:

    Anche da me a Perugia si fanno….nin particolare la settimana di pasqua si fanno i quaresimali, identici ma con scorzette di arancia al posto dell’uvetta. Uno spettacolo

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  2. Sofia
    Sofia says:

    Io sono marchigiana e amo i maritozzi.. Avrei delle cose da chiederti.. Innanzitutto vorrei sapere se si può fare a meno della planetaria,dovrei proporlo ad una specie di corso dove non si ha una planetaria a testa.. In più vorrei sapere se si posso fare la sera, e poi lasciar lievitare la notte e cuocere la mattina? Grazie a complimenti!!!!

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    • lucia
      lucia says:

      ciao Sofia, sicuramente si possono fare senza planetaria, ci vuole un po’ più di pazienza nell’impastare! Questa preparazione non prevede il riposo di una notte ma molti lievitati si fanno così, quindi penso che si possa tenere l’impasto in frigo e poi la mattina successiva far lievitare di nuovo a temperatura ambiente. Fammi sapere il risultato!

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  3. maria cristina
    maria cristina says:

    come mi piacce………per favore…vuoi…..me envianme ricetti .sempre…grazie tanti….perdon por la escritura pero hace años…muchos que no practico…un abrazo argentino

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  4. Laura in cucina
    Laura in cucina says:

    Ma che meraviglia!! Anch’io sono originaria marchigiana e questi tuoi mi hanno fatto ricordare la mia infanzia!!Ho anch’io un blog e ogni tanto cucino anche piatti marchigiani …Questi tuoi in Urbino noi li chiamiamo forse in dialetto “pannocciati ” ma in verità i fornai mettevano anche le noci prima.Prossimamente replicherò la tua bella ricetta.Un saluto caro Laura

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  5. resy
    resy says:

    Lucia questi te li copio, un’altra mia amica marchigiana di Cookaround li faceva ed erano squisiti. Qui a Roma il maritozzo con la panna è un must della tradizione di cui io vado matta!!! Bravissima!!

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