Fave al finocchio selvatico

E’ una ricetta tradizionale che si è sempre fatta in casa mia, fa parte di quella cucina semplice e poco elaborata, come è per tradizione quella delle Marche, la mia regione. A onor del vero devo dire che il nome della ricetta originale è “Fave in porchetta”, la troviamo riportata anche nel libro di Nicla Mazzara Morresi  “La cucina marchigiana – tra storia e folclore” e viene annoverata nella categoria dei contorni.

Proprio come racconta l’autrice, la cucina marchigiana ancora oggi, pur col mutare dei tempi, continua a far vivere i suoi piatti originari, spesso stabilendo le proporzioni  e la cottura “a occhio”, ma ottenendo dei risultati infallibili. Così ho fatto io, per questa ricetta, dove ho messo una certa quantità di pancetta e finocchio selvatico, a mio piacimento…

Nelle Marche,  si fa un uso notevole di ortaggi e verdure, dovuto al favorevole clima e alla fertilità della terra, è molto frequente trovare nei piccoli appezzamenti di terra vicini a casa, dei piccoli orti coltivati per soddisfare le esigenze familiari. La gente marchigiana va molto fiera di questa abitudine e tiene in grande considerazione questi prodotti della terra che vengono impiegati per ogni genere di portate, specialmente nei secondi piatti come contorno a carne o pesce. Un tempo invece, soprattutto nel mondo contadino il pasto si consumava con un unico e abbondante piatto di verdure.

L’interesse per  questi legumi, sia freschi che secchi, è sempre stato notevole nelle Marche. L’autrice racconta, non solo tradizioni gastronomiche, ma anche usanze e folclore: nei periodi di grande miseria i contadini erano costretti a preparare il pane con la farina di fava. In alcune zone del Fabrianese, gli abitanti erano (chissà se lo sono ancora oggi?) chiamati “ciaccafave”, perché erano soliti sgranocchiare, per passatempo, fave tostate al forno o abbrustolite in padella e condite con olio e sale.  A Camerino, in passato, c’era la consuetudine che le ragazze, la sera del 31 dicembre, mettessero sotto il cuscino tre semi di fava secca: uno con la buccia, un altro sbucciato a metà, il terzo senza buccia. Il primo dell’anno prendevano a caso uno dei semi: se questo era spoglio, il futuro marito sarebbe stato povero; se aveva metà buccia, di media condizione economica; se invece aveva tutta la buccia, l’uomo che avrebbero sposato sarebbe stato un ottimo partito!

Sono diverse le località marchigiane che in maggio dedicano sagre alla fava fresca, e il 1° maggio è il giorno classico in cui si fanno scampagnate (tempo permettendo!) proprio con la fava, accompagnata a fette di pecorino, salumi e pane casereccio…

Fave al finocchio selvatico

By 9 maggio 2013

E allora oggi, come da usanza del mese di maggio, ho preparato queste fave e pancetta, profumate al finocchio selvatico. Mi sembra un piatto perfetto per contribuire alla raccolta del Weekend Herb Blogging di questa settimana! Da un'idea di successo di Kalyn del blog kalynskitchen, è organizzata a livello internazionale da Haalo di cookalmostanything e gestita da Brii di Briggishome nell'edizione italiana.

  • Prep Time : 20 minutes
  • Cook Time : 20 minutes
  • Yield : 4 persone

Ingredients

Instructions

Eliminare il baccello dalle fave, se si vuole si possono togliere anche i gambetti (la ricetta tradizionale vuole che si cuociano con la buccia, ma volendo si possono prima sbollentare in acqua e togliere poi la buccia). In una casseruola soffriggere con poco olio l’aglio fresco tritato e la pancetta tagliata a dadini. Unire le fave sgranate e il rametto tagliuzzato di finocchio selvatico. Regolare di sale e pepe e cuocere a fuoco vivo per qualche minuto. Aggiungere il vino e terminare la cottura a tegame coperto per circa 20 minuti. Alla fine unire il resto del finocchio selvatico tagliato grossolanamente, mescolare e servire caldo.

Print

6 commenti
  1. Simona
    Simona says:

    Mi piace molto sia la ricetta che il post con tutte le informazioni che contiene. E’ bello leggere di tutte le tradizioni legate alle fave. Certamente i legumi sono fondamentali nella cucina del centro Italia. Grazie infinite per il tuo contributo a WHB!

    Rispondi

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *