Hachis Parmentier

Pasticcio Parmentier

 E’ iniziato un nuovo viaggio virtuale, dal 1 aprile 2013 siamo in FRANCIA, con l’Abbecedario Culinario della Comunità Europeadal progetto di Aiuolik di Trattoria MuVaRa. Ci ospita Elena del blog Zibaldone Culinario! 

La cucina francese è certamente una delle più apprezzate e conosciute al mondo, grazie al suo stile, al suo gusto e soprattutto a quella raffinatezza che l’hanno resa celebre nel mondo. In linea di massima la cucina francese quale noi la conosciamo oggi, è nata verso la fine del Medioevo per poi affinarsi nel Seicento, nelle cucine del Palazzo di Versailles. La cucina francese presenta molti tratti che potrebbero essere associati a quella italiana, soprattutto per quanto riguarda le differenze regionali, e quindi la si può definire come una cucina più mediterranea nel sud del paese e più mitteleuropea nella parte settentrionale. A differenza della cucina italiana, quella francese non fa un largo uso della pasta, preferendo una cucina molto più ricca a base di piatti unici di carne o di pesce, oltre agli immancabili formaggi, alle salse e ai dolci che sono un vero punto di forza della gastronomia della Francia.

La gastronomia francese fa parte del patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco. Il 16 novembre 2010, infatti, l’organizzazione delle Nazioni Unite ha esteso la sua protezione al pasto gastronomico alla francese, che va ad aggiungersi ad altre 212 pratiche e consuetudini culturali che costituiscono il pantheon del patrimonio mondiale immateriale dell’umanità. Il pasto gastronomico alla francese inaugura l’elenco delle tradizioni culinarie che, nel 2010, sono state segnalate dal comitato intragovernamentale dell’Unesco, riunito a Nairobi, in Kenya, per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell’umanità. A differenza del patrimonio materiale – che comprende i siti e i monumenti – il patrimonio immateriale si riferisce ai processi culturali che “ispirano alle comunità viventi un sentimento di continuità in relazione con le generazioni che le hanno precedute e che rivestono un’importanza cruciale per l’identità culturale, ma anche per la salvaguardia della diversità culturale e della creatività umana”. L’Unesco non ha posto in evidenza alcuna ricetta francese, quanto piuttosto un rituale d’identificazione “destinato a celebrare i momenti più importanti della vita degli individui e dei gruppi”. Un mix originale di convivialità e gastronomia, che riunisce i francesi attorno a una tavola apparecchiata, per condividere cibi di qualità accompagnati da vini appropriati.                                                                         Reggia di Versailles 

Antoine Augustin Parmentier (Montdidier 1737 – Parigi 1813)

Monumento a Parmentier – Montdidier

[Foto da internet]

Hachis Parmentier

By 6 aprile 2013

In viaggio virtuale attraverso la Francia e i suoi piatti, ho preparato l' "Hachis Parmentier" a base di carne di manzo tritata e purè di patate, l'hachis è infatti un trito di carne e la parola deriva dal verbo "hacher" che significa "tritare". La ricetta prende il nome da Antoine Augustin Parmentier, chimico, agronomo e tecnologo, fu farmacista nell'esercito durante la guerra dei Sette Anni, contro l'Inghilterra e la Prussia. Durante la sua detenzione in Germania in un carcere prussiano, scoprì le qualità nutritive di una pianta della famiglia delle solanacee: la patata. Al suo ritorno in Francia, partecipò, nel 1771, a un concorso indetto dal comune di Besançon sulla sostituzione del frumento nella produzione del pane e preparò una dissertazione sulla patata, che lo rese celebre. Riuscì a coinvolgere e ad ottenere l'appoggio di re Luigi XVI nel diffondere la coltivazione e la diffusione della patata, creando una piantagione di questo tubero vicino a Neuilly-sur-Seine. Un fiore di patata venne messo addirittura sulla parrucca della regina. Fra le sue opere: “Traité complet sur la fabrication et le commerce du pain (1777)” e il “Traité sur la culture et les usages des pommes de terre, de la patate e du topinambour (1789)”. L'innovazione principale fu la purea con il latte di mandorle, servito con carne o in torta e le presentazioni sottoforma di crocchette e sformati. Venne accolto cautamente dalla grande cucina. Tre anni dopo la sua morte, i farmacisti francesi, civili e militari, elevarono un monumento sulla sua tomba al cimitero di Père Lachaise a Parigi, dove ogni anno nel mese di agosto, fioriscono fiori di patata. Il nome Parmentier si ritrova ancora oggi in molte ricette a base di patate.

[Fonti: http://www.france.fr   http://atuttoturismo.it  http://it.rendezvousenfrance.com  http://ierioggiincucina.myblog.it/chefs-della-cucina-francese]

  • Prep Time : 30 minutes
  • Cook Time : 15 minutes
  • Yield : 4 persone

Ingredients

Instructions

Cuocere le patate in acqua bollente (io nella pentola a pressione per 10 minuti) poi togliere la buccia e schiacciarle con un a forchetta o nello schiacciapatate. Intanto preriscaldare il forno a 200°.
Tagliare la cipolla a fettine sottili, il pomodoro e la carota a dadini. Cuocere la carota per 10 minuti circa in una padella con l’olio, poi aggiungere le cipolle e farle soffriggere. Unire la carne di manzo tritata, il pomodoro e le erbe di Provenza (io non le ho messe), regolare di sale e pepe. Lasciare cuocere per 10 minuti circa, fino a che la carne risulta ben cotta e dorata.
Aggiungere la panna e il latte alla purea di patate. Aggiustare di sale e pepe e mescolare bene fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. In una teglia imburrata, mettere un sottile strato di purè di patate, uno strato di carne e coprire con il rimanente purè. Cospargere con abbondante gruyère grattugiato e fiocchi di burro. Gratinare in forno per 15 minuti circa. La ricetta è di Najwa.

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16 commenti
  1. Benedetta
    Benedetta says:

    Finalmente un vero Hachis Parmentier! E una ricetta molto semplice e gustosa, in Francia la si usa spesso per utilizzare avanzi di carne o di purè ma su Internet diventa una preparazione complicata con tanti ingredienti inutili. Grazie anche per la storia, un po’ di cultura fa sempre bene.

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  2. resy
    resy says:

    Quanta storia dietro ad un alimento che mangiamo tutti i giorni, non si finisce mai d’imparare……anche come cucinarlo!! Sarò stato buonissimo!

    Rispondi
  3. resy
    resy says:

    Quanta storia dietro ad un prodotto che mangiamo tutti i giorni, non si finisce mai d’imparare…….anche a cucinarlo!!! sarà stato buonissimo!!

    Rispondi
  4. elena
    elena says:

    Grazie della ricetta, superlativa ne sono sicura ..la proverò di certo…e complimenti anche per l’approfondimento, davvero interessante …a presto!

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