Mini pavlova alle fragole

Sembra incredibile e forse non lo sapevamo, ma una guerra si combatte da quasi un secolo tra Australia e Nuova Zelanda, le due nazioni si contendono la paternità del dolce chiamato Pavlova ed entrambe lo  considerano il loro emblema nazionale. Per gli australiani, fu un omaggio alla ballerina russa Anna Pavlova, le cui aggraziate evoluzioni avevano potuto ammirare, agli inizi del Novecento, nei teatri reali di Sydney, Adelaide, Brisbane e di altre città. Non v’è dubbio, infatti, che le danze boeme, cinesi, russe, i valzer sentimentali, la «Danza del cigno» inventata proprio per la Pavlova dal coreografo Michail Fokin, avevano lasciato traccia nella sensibilità dei rudi abitanti australiani. Da qui la torta, nella quale il bianco della meringa e della panna, il rosso delle fragole e il verde dei kiwi dovevano rievocare l’abito di scena dell’artista e la sua leggerezza. I neozelandesi ribattono invece che, quando nel 1935 lo chef Bert Sachse nella remota città di Perth dedicava la sua meringata alla Pavlova, già circolavano in Nuova Zelanda decine di varianti del dolce. La sua origine, molto più prosaica, risalirebbe al geniale imprenditore sir George Davis, fondatore della Davis Gelatine Company: nel volume «Davis Dainty Dishes» (1927) compare, infatti, per la prima volta la descrizione di una meringata alla panna e frutti. E, se questa storia non convince, c’è anche quella di Rose Rutheford le cui piccole meringhe al caffè e noccioline accompagnavano il tè delle signore di Dunedin. È una guerra di date: la ricetta delle piccole Pavlova apparve su un settimanale della città di Christchurch nel 1928; l’anno dopo, il New Zealand Dairy Exporte Annual pubblicò la variante ufficiale del dolce. Per i kiwi (il nomignolo con il quale ancora oggi si definiscono gli abitanti della Nuova Zelanda) dunque, quello degli australiani fu un vero sopruso.
Il “caso Pavlova” ha scomodato anche austeri cattedratici: l’antropologa, esperta di evoluzione del cibo, Helen Leach vi ha dedicato addirittura un volume, The Pavlova Story: A Slice of New Zealand’s Culinary History (Otago University Press, 2008). Ciò, a dire il vero, complica un poco le cose perché, afferma, la vera domanda non è chi ha inventato la Pavlova, ma quale sia il modo storicamente giusto di farla, dato che circolano almeno 667 ricette differenti. Ci consoli il fatto che la guerra è al termine. Il quotidiano The Telegraph informa che il serissimo Oxford English Dictionary ha sentenziato: «La Pavlova è neozelandese».

[fonte: http://www.popoli.info/EasyNe2/Idee/La_guerra_della_Pavlova.aspx]

 

Mini pavlova alle fragole

By 9 Aprile 2013

Per incoraggiare l’arrivo della primavera, che anche quest'anno sembra tardare…con le belle fragole di stagione ho preparato la pavlova, un dolce fatto di meringa, bianco, elegante, leggero come una nuvola...che si scioglie in bocca. Questo è il risultato dopo due precedenti tentativi, si perché, la ricetta non è complicata ma bisogna avere un po’ di pratica nell’uso della sac à poche per formare delle meringhe regolari e fare attenzione alla cottura che deve essere a bassa temperatura. Infatti le meringhe non sopportano il calore elevato che le rende gommose all'interno e scure all'esterno. A fine cottura vanno fatte asciugare a forno spento con lo sportello socchiuso. Gli albumi devono essere a temperatura ambiente e ben separati dal tuorlo, la ciotola è preferibile in acciaio come la frusta. La riuscita di questa fantastica meringa è dovuta anche grazie alla ricetta di Csaba e ai consigli del maitre patissier Marco Vacchieri. Per la farcitura della pavlova ho scelto crema diplomatica e fragole.

  • Prep Time : 10 minutes
  • Cook Time : 60 minutes
  • Yield : 15 pavlove

Ingredients

Instructions

Preparare i gusci di meringa il giorno prima. Accendere il forno a 105° e preparare una teglia grande rivestita di carta da forno. Mettere i bianchi d’uovo in una ciotola (o nella planetaria) pulita e asciutta. Unire lo zucchero semolato con lo zucchero a velo in un piatto, mescolarli insieme, poi versare i due terzi del composto di zuccheri nella ciotola degli albumi. Montare a neve ben ferma con un frullino elettrico per circa 5 – 7 minuti. Con uno spargizucchero, versare la miscela degli zuccheri rimanenti sui bianchi montati a neve. Fare questa operazione in due volte, amalgamando ciascuna volta delicatamente, usando una spatola in silicone. La meringa diventerà lucida e compatta.

Trasferire la meringa cruda in una tasca da pasticciere senza bocchetta. Tagliare la punta in modo da creare un’apertura di circa 2 centimetri, poi formare i nidi di meringa, facendo delle piccole spirali con un buco al centro, direttamente sopra la teglia rivestita di carta forno.

Infornare e cuocere per 60 minuti circa (il tempo di cottura varia però dal forno). La meringa non deve colorirsi, ma solo asciugarsi.

Il giorno successivo preparare la crema diplomatica (come descritto qui), farcire le mini pavlove con la crema gialla e con le fragole. Spolverare con lo zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sonia

 Partecipo alla raccolta di Lamponi e Tulipani

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7 commenti
  1. carla emilia
    carla emilia says:

    Ciao cara, sei una mia nuova compagna di viaggio nell’abbecedario, piacere di conoscerti! Ho visto alcune delle tue ricette, complimenti, prepari dei bellissimi piattini! Allora alla prossima, un abbraccio
    Carla Emilia

    Rispondi

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